Bitcoin sotto 75.000 dollari dopo il fallimento del CLARITY Act

Laura Lombardi giornalista cryptonews.it
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Laura Lombardi
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Laura Lombardi è giornalista economico-finanziaria e laureata in Scienze Economiche Aziendali. Si occupa di economia, finanza e mercati, con particolare attenzione all'evoluzione dei digital assets, della...
Bitcoin sotto 75000 dollari CLARITY Act fallito Senato USA

Il Senato statunitense non è riuscito a far avanzare il CLARITY Act, la legge sostenuta dall’amministrazione Trump per definire un quadro normativo federale sulle cripto-attività. Bitcoin ha ceduto oltre il 5% martedì, scivolando temporaneamente sotto i 75.000 dollari, il calo giornaliero più ampio da giugno.

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Il voto procedurale che ha bloccato il CLARITY Act

Il Senato ha votato 49 a 50 su una mozione procedurale per portare avanti il disegno di legge, mancando le 60 preferenze necessarie per superare l’ostruzionismo. Il voto riguardava l’avvio della discussione parlamentare sul testo, non l’approvazione finale della norma.

Il CLARITY Act puntava a chiarire la ripartizione delle competenze tra SEC e CFTC sulla regolamentazione degli asset digitali, un nodo che il settore chiedeva di sciogliere da tempo. Dopo la battuta d’arresto, sarà necessario reintrodurre la proposta al Congresso, rendendo improbabile un nuovo esame prima delle elezioni di metà mandato di fine anno.

Il mercato ha reagito con vendite immediate. Bitcoin era scambiato sopra i 77.000-78.000 dollari prima del voto, per poi cedere fino a un minimo intraday vicino ai 74.900 dollari. Diverse rilevazioni indicano una chiusura giornaliera compresa tra 75.590 e 75.938 dollari, con un calo percentuale stimato tra il 3,3% e oltre il 5% a seconda del momento di rilevazione.

L’impatto su Ethereum e sui titoli crypto

Ethereum ha subito un contraccolpo ancora più marcato, con un calo compreso tra circa il 4,6% e oltre l’8% secondo le diverse fonti, scendendo in alcune rilevazioni fino a 2.399 dollari e in altre vicino a 3.358 dollari.

I titoli quotati legati al settore hanno accusato il colpo in modo netto. Le azioni Coinbase hanno perso fino al 10%, mentre Circle, emittente di stablecoin, ha ceduto oltre l’11%. Anche Strategy ha registrato un calo, in linea con la debolezza generale degli asset digitali. Il mercato crypto complessivo ha perso circa il 3% del proprio valore, pari a circa 75 miliardi di dollari, in una singola sessione.

Reazioni misurate dal settore

Nonostante la portata del calo, la reazione dei principali attori del settore è stata definita moderata dagli osservatori. Alcuni analisti hanno sottolineato che il mancato superamento della soglia dei 60 voti non dovrebbe di per sé giustificare una svendita così marcata, segnalando una componente di eccesso emotivo nella reazione di mercato.

Gli esperti citati nelle analisi disponibili ritengono che l’impatto nel breve termine resterà probabilmente limitato, ma un prolungarsi dell’incertezza normativa potrebbe pesare sulle decisioni delle istituzioni finanziarie che valutano l’ingresso nel settore crypto.

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Laura Lombardi è giornalista economico-finanziaria e laureata in Scienze Economiche Aziendali. Si occupa di economia, finanza e mercati, con particolare attenzione all'evoluzione dei digital assets, della blockchain e delle nuove tecnologie finanziarie. Scrive di macroeconomia, mercati tradizionali, fintech, criptovalute e regolamentazione finanziaria.