Il Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN), l’agenzia del Tesoro statunitense competente in materia di antiriciclaggio, ha ritirato formalmente due proposte normative che da anni pendevano a Washington: quella del 2020 sui cosiddetti wallet “unhosted” e quella del 2023 sui servizi di mixing per criptovalute. I ritiri sono stati depositati per ispezione pubblica il 5 ottobre, con pubblicazione sul Federal Register prevista per il 6 ottobre.
Cosa prevedeva la regola sui wallet unhosted
La proposta originaria, datata 23 dicembre 2020, avrebbe imposto a banche e money services businesses nuovi obblighi di registrazione e segnalazione per le transazioni che coinvolgevano wallet “unhosted”, cioè quelli in cui l’utente controlla direttamente le proprie chiavi private senza passare da un istituto finanziario regolamentato.
Le transazioni superiori a 3.000 dollari verso questo tipo di wallet, o verso alcuni wallet ospitati all’estero, avrebbero richiesto all’istituto di tenere registri e verificare l’identità del cliente. Sopra i 10.000 dollari sarebbe scattato l’obbligo di segnalazione a FinCEN, comprese le informazioni sulla controparte.
La regola aveva incontrato critiche quasi immediate: secondo gli oppositori, avrebbe costretto le aziende regolamentate a identificare persone con cui non avevano alcun rapporto diretto, trasformando un normale indirizzo blockchain nell’innesco di un’indagine di compliance. Dopo la pubblicazione, la proposta è rimasta ferma per quasi sei anni.
Il ritiro della regola sui mixer
FinCEN ha ritirato separatamente anche la determinazione dell’ottobre 2023 che classificava il mixing di criptovalute convertibili come una categoria di transazioni di primario interesse per l’antiriciclaggio, ai sensi della sezione 311 del PATRIOT Act. La definizione adottata nel 2023 era particolarmente ampia: comprendeva il pooling di fondi, la suddivisione delle transazioni, l’uso di wallet a utilizzo singolo, lo scambio tra criptovalute diverse e l’introduzione di ritardi nelle transazioni. Secondo il testo della proposta, un “mixer” poteva essere una persona, un gruppo, un servizio, un programma, un codice o una funzione.
Gli istituti coinvolti avrebbero dovuto raccogliere e segnalare nomi, date di nascita, indirizzi, email e altre informazioni identificative dei clienti collegati a queste transazioni. Nel ritiro, FinCEN riconosce che la proposta rischiava di scoraggiare attività legittime e di creare oneri di compliance sostanziali, pur mantenendo la posizione secondo cui i criminali utilizzano effettivamente tecniche di mixing per ostacolare le indagini.
Un cambio di approccio di Washington sulla privacy crypto
Il ritiro segue un cambiamento più ampio nella linea politica statunitense sulla privacy degli asset digitali. Il rapporto del President’s Working Group on Digital Asset Markets, pubblicato nel luglio 2025, aveva già riconosciuto il diritto degli utenti legittimi a effettuare transazioni private su blockchain pubbliche, ammettendo che i servizi di mixing possono servire scopi di privacy legittimi.
Neeraj K. Agrawal, responsabile delle comunicazioni di Coin Center, ha scritto su X che «la regola sui wallet unhosted è morta», descrivendo le due proposte ritirate come un tentativo di estendere una sorveglianza di tipo bancario alle transazioni con wallet personali, nel caso dei wallet unhosted, e di trattare come sospetta la buona igiene dei dati, nel caso della regola sui mixer.
Cosa resta in vigore
Nessuna delle due proposte era mai diventata regola definitiva, quindi il self-custody non era soggetto a un divieto che ora viene revocato: quel divieto non è mai esistito. Restano invariati gli obblighi esistenti ai sensi del Bank Secrecy Act, inclusi i requisiti antiriciclaggio, la segnalazione delle attività sospette e l’identificazione del cliente per banche e money transmitter. Le sanzioni amministrate dall’Office of Foreign Assets Control restano un regime giuridico separato, non toccato da questo ritiro.
FinCEN ha precisato che continuerà a monitorare le attività di mixing per rischi di riciclaggio, finanziamento del terrorismo e altri reati finanziari, e potrà tornare con una nuova proposta. Il ritiro, però, significa che l’agenzia dovrebbe avviare un nuovo processo di rulemaking da zero, invece di riprendere i fascicoli già esistenti.
Va segnalato che, secondo una verifica indipendente dei registri citata da alcune testate, la proposta sui mixer risulterebbe ancora elencata come notice of proposed rulemaking in attesa, un dato che contrasta con la comunicazione di FinCEN e con la maggioranza delle fonti giornalistiche che riportano il ritiro di entrambe le proposte.
FONTI: FinCEN, Treasury.gov

