Le maggiori banche del Regno Unito hanno completato quello che UK Finance, l’associazione di categoria del settore bancario britannico, definisce il primo trasferimento interbancario al mondo tramite depositi tokenizzati.
L’operazione segna un passo avanti concreto per una forma di moneta bancaria commerciale basata su blockchain, considerata dalla Bank of England un’alternativa più sicura rispetto alle stablecoin private.
Cosa sono i depositi tokenizzati
Un deposito tokenizzato è un normale deposito bancario registrato su un registro distribuito piuttosto che sul sistema contabile interno dell’istituto. Mantiene lo stesso status legale e le stesse tutele di un deposito ordinario, ma può regolarsi istantaneamente ed essere programmato per muoversi solo quando si verificano determinate condizioni contrattuali. È una differenza sottile ma decisiva rispetto alle stablecoin, che rappresentano invece una passività separata dal sistema bancario tradizionale.
Le due operazioni che hanno fatto la storia
Lloyds Banking Group, NatWest e Barclays hanno eseguito due transazioni di rifinanziamento immobiliare utilizzando depositi tokenizzati, con i fondi trattenuti e rilasciati automaticamente al completamento della compravendita. Parallelamente, un gruppo di tre banche che includeva HSBC ha condotto un pagamento simulato tra due clienti privati, replicando l’acquisto su un marketplace online: il denaro dell’acquirente è rimasto bloccato fino alla verifica della consegna della merce, anche se in questo caso non si è trattato di uno scambio di beni reali.
Le transazioni rientrano nel progetto Great British Tokenised Deposit, lanciato lo scorso anno sotto la guida di UK Finance. Vi partecipano complessivamente sette istituti, ovvero Barclays, HSBC, Lloyds, Monzo, NatWest, Nationwide e Santander, con il supporto tecnico di Quant e quello legale dello studio Linklaters, oltre alla società di revisione EY.
Perché Londra scommette sui depositi bancari digitali
La scelta di puntare su questa tecnologia riflette una preferenza dichiarata dalla Bank of England, il cui governatore ha più volte invitato il settore a privilegiare i depositi tokenizzati rispetto alle stablecoin emesse da soggetti privati. La Financial Conduct Authority non dovrebbe finalizzare la propria regolamentazione sulle stablecoin prima della fine del 2026, mentre la Bank of England ha già chiarito che le banche possono sperimentare con i depositi tokenizzati nell’ambito della normativa vigente.
Chi va piano va sano e va lontano, si potrebbe dire osservando l’approccio britannico: prima i test interni, poi le simulazioni controllate, e solo ora il primo trasferimento reale tra istituti diversi. Un percorso che sembra scritto apposta per non lasciare nulla al caso in un settore dove la fiducia dei correntisti resta il bene più prezioso.

