Il 72,6% dei flussi azionari globali sceglie l’Europa

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Articolo scritto e verificato da
Umberto Gelmini
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Fondatore e giornalista
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del...
Flussi di capitale globali verso l'Europa tra tensioni geopolitiche

I fondi azionari europei hanno attratto 13,52 miliardi di dollari nella settimana chiusa il 12 agosto, pari al 72,6% dei flussi globali. Il dato arriva mentre l’Iran valuta possibili attacchi a obiettivi militari statunitensi in Europa, secondo fonti citate dal Financial Times.

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Una settimana da record per l’Europa azionaria

I dati LSEG Lipper mostrano che i fondi azionari europei hanno registrato il maggior afflusso settimanale dall’8 luglio. La cifra di 13,52 miliardi di dollari si inserisce in un contesto più ampio: i fondi azionari globali hanno segnato la dodicesima settimana consecutiva di afflussi netti, per un totale di 18,62 miliardi di dollari.

L’Europa, da sola, ha catturato quasi tre quarti di quella cifra. Nello stesso periodo, i fondi tecnologici hanno subito un deflusso di 1,7 miliardi di dollari, segno che gli investitori stanno ruotando il capitale verso altri settori e altre geografie. A luglio, secondo dati riportati, gli ETF azionari europei avevano già registrato il primo mese positivo da febbraio, con 4,4 miliardi di dollari confluiti nei prodotti BlackRock.

Il quadro macro resta però nervoso. Il Brent è salito fino a 91,45 dollari al barile, sostenuto dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz e dal fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il memorandum temporaneo tra Washington e Teheran è scaduto lunedì 17 agosto, senza proroga.

La minaccia iraniana sull’Europa e i possibili target

Il Financial Times, citando due fonti vicine al regime iraniano, ha riportato che Teheran ha valutato attacchi contro obiettivi militari statunitensi in territorio europeo, nel caso in cui Washington intensificasse l’escalation militare. Tra i possibili target indicati figurano la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l’uso della base aerea di Bezmer per velivoli statunitensi da rifornimento, e Cipro.

Una fonte del regime iraniano ha dichiarato al Financial Times: «Se gli Stati Uniti dovessero spingersi troppo oltre, l’Iran si difenderà a qualsiasi costo, estendendo la sua azione oltre la regione e colpendo anche l’Europa.». Le forze iraniane avrebbero inoltre valutato, separatamente, il taglio dei cavi in fibra ottica sottomarini nello Stretto di Hormuz in caso di ulteriore escalation.

Sul fronte diplomatico, il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha dichiarato che Washington applicherà misure di isolamento economico contro l’Iran «mai visto» nella loro portata. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha affermato che la Marina statunitense può sostenere il blocco dei porti iraniani «a tempo indeterminato», ruotando le navi da guerra nella regione.

Cosa significa la rotazione di capitale per l’Europa

Il paradosso della settimana è evidente: mentre l’Europa assorbe la quota maggioritaria dei flussi azionari globali, la regione entra contemporaneamente nel mirino delle valutazioni strategiche iraniane. Gli investitori istituzionali, secondo la lettura di alcuni gestori, guardano al continente con crescente ottimismo, complice un quadro economico più solido rispetto agli Stati Uniti in un momento di forte spesa sull’intelligenza artificiale.

Restando sul fronte dei mercati digitali, la stessa fase di incertezza geopolitica ha pesato anche su Bitcoin, che nei giorni della tensione sullo Stretto di Hormuz ha mostrato movimenti di prezzo legati all’aumento dell’aversione al rischio globale. Non è la prima volta che le crisi mediorientali si riflettono sia sui mercati azionari tradizionali che su quelli digitali, segno di una correlazione crescente tra asset class in fasi di stress geopolitico.

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Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del settore delle criptovalute. Da anni segue in prima persona l'evoluzione dei mercati digitali, con una specializzazione in analisi on-chain, ecosistemi DeFi e tecnologia blockchain. La sua attività di ricerca lo ha portato a monitorare quotidianamente trend di mercato, sviluppi normativi e innovazioni nel panorama crypto globale, con l'obiettivo di tradurre informazioni complesse in contenuti chiari, verificati e utili per il pubblico Italiano. Appassionato di intelligenza artificiale applicata alla finanza decentralizzata e di sviluppo web, integra competenze tecniche e analitiche nella produzione dei contenuti pubblicati su CryptoNews.it.