Chainlink sta mostrando segnali di forza in questi giorni. Il token LINK scambia intorno ai 9,49 dollari, con un aumento dell’1,31% nelle ultime 24 ore, un volume giornaliero di 254 milioni di dollari e una capitalizzazione di mercato di circa 7,1 miliardi di dollari.
Ricordiamo ai nostri lettori che circa una settimana fa LINK è uscito dalla fase di consolidamento, formando un supporto sopra gli 8,10 dollari e toccando un massimo locale a 9,70 dollari, prima di ritracciare leggermente verso i 9,50 dollari attuali. Sul grafico si è formato un bullish pennant tipico dopo un forte movimento di prezzo seguito da una fase di consolidamento tra trendline convergenti. Solitamente questo tipo di figura viene interpretato come un segnale di continuazione del trend.
Una rottura decisa sopra il limite superiore della bandiera, accompagnata da un aumento dei volumi, potrebbe riattivare il rally e spingere LINK verso la resistenza psicologica dei 10 dollari.
Cresce la domanda istituzionale
Gli ETF spot su Chainlink hanno registrato afflussi netti per due sessioni consecutive, per un totale di oltre 3,5 milioni di dollari: 2,07 milioni di dollari l’11 agosto, dopo un ingresso di 1,47 milioni nella settimana precedente, secondo i dati di SoSoValue.
Bitwise, uno dei maggiori gestori di asset digitali, ha rappresentato la quota principale di questi acquisti. In sei giorni consecutivi di negoziazione ha acquistato 171.870 token LINK, per un valore di 1,708 milioni di dollari, tramite Coinbase e il market maker Wintermute. Con questa operazione le riserve totali di LINK di Bitwise sono salite a 3,092 milioni di token, per un controvalore stimato di circa 30 milioni di dollari.
I flussi netti dagli exchange mostrano inoltre un saldo negativo di 1,4 milioni di dollari, per un segnale che più token sono stati ritirati dalle piattaforme centralizzate rispetto a quanto depositato, un comportamento che storicamente ha spesso coinciso con movimenti di prezzo al rialzo, man mano che i token vengono spostati verso soluzioni di conservazione a lungo termine.
Anche i derivati sono in ripresa
L’open interest sui derivati denominati in LINK è intanto salito a circa 29 milioni di token (279 milioni di dollari), il livello più alto dalla grande liquidazione di mercato di ottobre dell’anno precedente, anche se resta lontano dal picco di 555 milioni di dollari registrato prima della correzione. I funding rate restano positivi, segno che la maggioranza dei trader mantiene posizioni long.
Sul fronte tecnico, gli indicatori restano moderatamente ottimisti: il Positive Directional Index è a 33, l’Average Directional Index a 30 e l’Aroon Up a 78. Gli analisti sottolineano però che, per mantenere la struttura rialzista, LINK dovrà riuscire a difendere il livello dei 9 dollari.


