Stablecoin in euro: cosa sono e chi le sta lanciando

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Articolo scritto e verificato da
Umberto Gelmini
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Fondatore e giornalista
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del...
Stablecoin in euro: Bancomat e Qivalis a confronto - Cryptonews.it

Bancomat e il consorzio bancario Qivalis stanno costruendo due stablecoin in euro destinate a cambiare i pagamenti digitali europei. Il progetto risponde al dominio del dollaro nel mercato crypto e alle nuove regole MiCA. Ecco cosa sono, come funzionano e chi le sostiene davvero.

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Cos’è una stablecoin in euro

Una stablecoin in euro è un token digitale il cui valore resta ancorato alla moneta unica europea, di norma tramite riserve detenute in euro o in attività ad alta liquidità. Il concetto nasce nel 2014, quando Tether introduce USDT come alternativa stabile al Bitcoin, troppo volatile per i pagamenti quotidiani. Le prime versioni erano ancorate al dollaro.

L’euro arriva dopo, con Société Générale che nel 2023 emette EUR CoinVertible, la prima stablecoin europea regolata sotto licenza MiCA tramite la propria divisione crypto.

Oggi il quadro è cambiato. A trainare il settore non sono più fintech indipendenti, ma consorzi bancari con decine di istituti coinvolti. Bancomat, il circuito che gestisce il sistema di pagamento digitale italiano, ha presentato Eur.Bank a fine 2025. Qivalis, nato ad Amsterdam da un’iniziativa di nove banche europee, punta al lancio nel secondo semestre 2026. Entrambi condividono lo stesso obiettivo dichiarato: ridurre la dipendenza europea dalle stablecoin in dollari, che secondo l’Autorità Bancaria Europea rappresentano oltre il 99% di un mercato globale arrivato a 305 miliardi di dollari a gennaio 2026.

Il divario di scala resta enorme. Tether e Circle, gli emittenti di USDT e USDC, hanno costruito la loro posizione dominante in un decennio, sfruttando la domanda globale di dollari digitali per rimesse, trading e riserva di valore nei paesi con valute instabili. Le stablecoin in euro partono da una base quasi nulla. È proprio questo divario, insieme alla pressione regolatoria del MiCA, a spingere le banche europee a muoversi in modo coordinato invece che in ordine sparso.

Come funziona: riserve ed emissione

Il meccanismo alla base di una stablecoin in euro è, in teoria, semplice. Ogni token emesso corrisponde a un euro reale, custodito da un ente regolato in un conto segregato o investito in attività a bassissimo rischio come titoli di Stato a breve termine. Chi detiene il token può riscattarlo in qualsiasi momento al valore nominale.

Nel caso di Eur.Bank, Bancomat non emette direttamente la stablecoin. Fa l’enabler tecnologico. Sono le banche partecipanti, tra cui Intesa Sanpaolo, Banco BPM, MPS, BPER, Banca Sella, Cassa Centrale, CREDEM e Crédit Agricole Italia, ad avviare da luglio 2026 una sperimentazione interna sull’infrastruttura.

Qivalis segue un modello diverso: è la società stessa, con sede ad Amsterdam, a richiedere la licenza di istituto di moneta elettronica alla De Nederlandsche Bank, la banca centrale olandese, per emettere un token collateralizzato 1:1 con euro e attività liquide di alta qualità. Per l’infrastruttura tecnica il consorzio, che conta 37 banche da 15 paesi tra cui UniCredit e Intesa Sanpaolo, ha scelto il fornitore Fireblocks.

La differenza conta. Un modello enabler distribuisce il rischio di emissione su più banche partner. Un modello a emittente unico centralizza governance e responsabilità, ma semplifica la supervisione regolatoria.

Il MiCA impone comunque, a entrambi gli approcci, obblighi stringenti di trasparenza sulle riserve e di riscatto a valore nominale. Gli emittenti di token e-money, la categoria in cui rientrano le stablecoin in euro, devono detenere riserve almeno pari al valore in circolazione e sottoporle a verifica periodica. Non è un dettaglio tecnico marginale: è il motivo per cui progetti come Eur.Bank e Qivalis avanzano con tempi lunghi, misurati in fasi di test e autorizzazioni successive, invece che con un lancio immediato.

Schema del funzionamento di una stablecoin in euro con riserva 1:1 e riscatto al valore nominale.

📌 Leggi anche: “Cosa sono le criptovalute

Bancomat Eur.Bank e Qivalis a confronto

I due progetti nascono da esigenze simili, ma seguono strade diverse. Eur.Bank resta per ora un’iniziativa a trazione italiana, con il sostegno istituzionale di Banca d’Italia, ABI e Ministero dell’Economia. Qivalis parte invece con un respiro paneuropeo fin dal primo giorno, coinvolgendo banche spagnole, tedesche, austriache, danesi e olandesi.

CaratteristicaBancomat Eur.BankQivalis
Sede / promotoreItalia, BancomatAmsterdam, consorzio bancario
Banche coinvolte9 istituti italiani (test interno)37 banche da 15 paesi
Ruolo del promotoreEnabler tecnologicoEmittente diretto
SupervisoreBanca d’Italia, quadro MiCARDe Nederlandsche Bank (licenza EMI)
Lancio previstoFine 2026 / inizio 2027Secondo semestre 2026
Uso principalePagamenti retail, tokenizzazione debito sovranoPagamenti cross-border, regolamento atomico

Un dettaglio non secondario: UniCredit e Intesa Sanpaolo compaiono in entrambi i tavoli. Le grandi banche italiane non stanno scommettendo su un solo cavallo. Partecipano a più iniziative in parallelo, in attesa di capire quale schema otterrà davvero adozione diffusa tra consumatori e imprese.

Bancomat, dal canto suo, non lavora in isolamento nemmeno sul fronte pagamenti tradizionali. L’European Payments Alliance, l’iniziativa che collega Bancomat allo spagnolo Bizum e ad altri sei schemi nazionali, punta a rendere i pagamenti istantanei transfrontalieri interoperabili in Europa. Eur.Bank si inserisce in quella logica più ampia: una stablecoin pensata per dialogare con l’infrastruttura di pagamento esistente, non per sostituirla dall’oggi al domani.

Confronto tra Eur.Bank italiano e Qivalis europeo per banche, emissione, supervisione e utilizzo.

Vantaggi reali e limiti concreti

Una stablecoin bancaria in euro consente pagamenti transfrontalieri più rapidi, tagliando i passaggi di corrispondent banking che oggi allungano i tempi di regolamento internazionale. Riduce anche i costi di custodia per la tokenizzazione di titoli di Stato, un caso d’uso che Bancomat cita esplicitamente nel progetto Eur.Bank.

Il limite più concreto è l’adozione. EUR CoinVertible, la prima stablecoin bancaria europea, ha raggiunto solo 64,7 milioni di euro in circolazione dal 2023: una cifra minuscola se paragonata ai circa 500 milioni di euro complessivi del segmento euro-pegged, a loro volta marginali rispetto ai 305 miliardi di dollari del mercato globale. Serve un effetto rete che, per ora, manca.

C’è poi il nodo interoperabilità. Se ogni banca o consorzio lancia il proprio token, il rischio è ricreare la frammentazione valutaria che l’euro doveva superare. Il CEO di Bancomat, Fabrizio Burlando, lo ha detto senza giri di parole, paragonando lo scenario a un ritorno alle ghinee e ai fiorini: valute locali non interoperabili tra loro.

⚠️ Nota redazionale: i dati di adozione e circolazione sono soggetti a rapida evoluzione. Verifica sempre gli aggiornamenti sui siti ufficiali dei singoli progetti o nella nostra sezione notizie crypto.

Resta poi la domanda di fondo, quella che nessun comunicato stampa affronta apertamente: un correntista italiano avrà davvero un motivo per usare Eur.Bank invece del proprio conto corrente o di una carta di debito tradizionale? Finché il vantaggio percepito resta confinato agli operatori istituzionali, tokenizzazione del debito, regolamento interbancario, l’adozione retail rischia di restare marginale ancora per anni.

Vantaggi e limiti delle stablecoin in euro tra pagamenti rapidi, riserve e scarsa adozione.

La situazione in Italia e in Europa

Il quadro normativo di riferimento è il MiCA, il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività entrato in vigore a metà 2024. Secondo l’Autorità Bancaria Europea, a fine 2025 risultano registrate 27 stablecoin sotto MiCA, emesse da 17 soggetti in 10 paesi. È un numero in crescita, ma resta piccolo rispetto alla scala del mercato statunitense.

In Italia il progetto Eur.Bank gode di un consenso istituzionale raro per il settore crypto. Banca d’Italia partecipa ai tavoli tecnici, l’ABI ha espresso sostegno tramite il direttore generale Marco Elio Rottigni, e il Sottosegretario al MEF Federico Freni ha parlato di “sovranità strategica” legata all’emissione di una stablecoin di sistema ancorata all’euro. Non è la posizione che ci si aspetterebbe da un regolatore verso un asset digitale, ma riflette una preoccupazione condivisa a livello europeo sulla dominanza del dollaro nei pagamenti on-chain.

Sul fronte fiscale, chi detiene o scambia stablecoin in euro resta soggetto alle stesse regole di qualsiasi altro asset digitale. Dal 1° gennaio 2026 le plusvalenze da cripto-attività sono tassate al 33% senza franchigia, in base alla Legge 207/2024, con obbligo di monitoraggio nel Quadro RW per i wallet auto-custodiali.

Chi offre servizi su cripto-attività in Italia, comprese eventuali piattaforme di scambio per le nuove stablecoin bancarie, deve inoltre risultare iscritto al registro OAM come prestatore di servizi per le cripto-attività, mentre la Consob vigila sui profili di offerta al pubblico quando il token assume caratteristiche assimilabili a un prodotto finanziario. Il progetto Eur.Bank punta esplicitamente a fare dell’Italia il primo paese europeo dotato di una stablecoin bancaria regolata su scala nazionale, un primato che vale più in termini reputazionali che di volumi, almeno nella fase attuale.

Fino a due anni fa la parola stablecoin veniva pronunciata quasi con sospetto nei consigli di amministrazione bancari. Oggi Intesa Sanpaolo e UniCredit siedono contemporaneamente ai tavoli di Eur.Bank e Qivalis. A nostro avviso non è un dettaglio secondario: significa che il settore bancario italiano considera la tokenizzazione dell’euro un’infrastruttura da presidiare, non più un rischio da tenere a distanza.

Prospettive: il ruolo di Visa nei pagamenti

Le banche europee non sono sole in questa corsa. Visa ha lanciato a luglio 2026 la Visa Stablecoin Platform, un’infrastruttura enterprise che permette a banche, fintech e operatori di pagamento di emettere, muovere e riscattare stablecoin attraverso un unico sistema gestito da Visa. Il primo asset supportato è Open USD, ma la piattaforma include già USDC e USDG.

La scala del progetto Visa dà la misura del divario. Il circuito regola circa 15.000 miliardi di dollari di pagamenti l’anno attraverso una rete di 15.000 istituti finanziari e oltre 200 milioni di esercenti, e supporta già più di 130 programmi di carte collegate a stablecoin in oltre 40 paesi. Nessun progetto bancario europeo, oggi, opera a quella scala.

Per l’Europa la partita si gioca su un piano diverso. Se i circuiti di pagamento globali costruiscono infrastrutture stablecoin pensate sul dollaro, le stablecoin in euro di Eur.Bank e Qivalis rischiano di restare confinate a un ruolo di nicchia, utile per la tokenizzazione del debito pubblico ma marginale nei pagamenti di tutti i giorni. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha definito la dominanza delle stablecoin in dollari “una preoccupazione legittima” che rischia di radicare ulteriormente il ruolo internazionale della valuta statunitense.

Il 2026 sarà l’anno in cui capiremo se l’Europa riesce a costruire un’alternativa credibile, oppure se anche la moneta digitale finirà per parlare prevalentemente dollari.

L’Europa cerca un’alternativa alle stablecoin in dollari mentre Visa amplia la rete globale dei pagamenti.

📅 Ultimo aggiornamento: agosto 2026 – Redazione CryptoNews.it Questa guida viene revisionata periodicamente per riflettere le ultime variazioni normative e di mercato. Se noti informazioni non aggiornate, scrivi a [email protected]

Domande frequenti sulle stablecoin in euro

È un token digitale il cui valore è ancorato all’euro, in genere tramite riserve detenute in euro o in titoli di Stato a breve termine. Permette di trasferire valore su blockchain mantenendo la stabilità della moneta unica, a differenza di Bitcoin o altre criptovalute volatili.
È il progetto di stablecoin in euro sviluppato da Bancomat, il circuito italiano dei pagamenti digitali. Bancomat agisce come enabler tecnologico, mentre l’emissione è affidata a nove banche italiane, tra cui Intesa Sanpaolo e Banco BPM, che dal luglio 2026 conducono una sperimentazione interna.
È un consorzio di 37 banche europee, con sede ad Amsterdam, che punta a emettere una stablecoin in euro collateralizzata 1:1 nella seconda metà del 2026. Include istituti come UniCredit, Intesa Sanpaolo, BNP Paribas e ING, sotto supervisione della banca centrale olandese.
Qivalis punta al secondo semestre 2026, subordinato all’autorizzazione come istituto di moneta elettronica da parte della De Nederlandsche Bank. Eur.Bank di Bancomat prevede un lancio pubblico tra fine 2026 e inizio 2027, dopo la fase di test interno avviata a luglio 2026.
Sono soggette al regolamento MiCA e, nei progetti bancari, a supervisione diretta di autorità come Banca d’Italia o De Nederlandsche Bank. Il rischio principale non è la sicurezza tecnica, ma la scarsa adozione: EUR CoinVertible circola solo per 64,7 milioni di euro dal 2023.
Dal 1° gennaio 2026 le plusvalenze da cripto-attività, incluse le operazioni in stablecoin, sono tassate al 33% senza franchigia secondo la Legge 207/2024. I saldi su wallet auto-custodiali vanno inoltre dichiarati nel Quadro RW del modello Redditi PF. Per la dichiarazione corretta è consigliabile rivolgersi a un commercialista esperto in materia di cripto-attività.
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Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del settore delle criptovalute.Da anni segue in prima persona l'evoluzione dei mercati digitali, con una specializzazione in analisi on-chain, ecosistemi DeFi e tecnologia blockchain. La sua attività di ricerca lo ha portato a monitorare quotidianamente trend di mercato, sviluppi normativi e innovazioni nel panorama crypto globale, con l'obiettivo di tradurre informazioni complesse in contenuti chiari, verificati e utili per il pubblico Italiano.Appassionato di intelligenza artificiale applicata alla finanza decentralizzata e di sviluppo web, integra competenze tecniche e analitiche nella produzione dei contenuti pubblicati su CryptoNews.it.