Open USD (OUSD): Cos'è, Come Funziona e Dove Comprare
| Nome | Open USD |
| Ticker | $OUSD |
| Annuncio | 30 giugno 2026 |
| Categoria | Stablecoin / Consorzio istituzionale |
| Emittente | Open Standard (consorzio indipendente) |
| Partner fondatori | 140+ tra cui Visa, Mastercard, Stripe, BlackRock, Coinbase, Google, Shopify, Aave |
| Modello economico | Yield condiviso tra i partner (no modello "issuer-keeps-the-float") |
| Commissioni | Zero fee su minting e redemption per i partner istituzionali |
| Blockchain previste | Solana, Stellar, Base, Polygon (entro fine 2026) |
| Lancio effettivo | Atteso entro fine 2026, partenza da Solana |
| Accesso retail | Previsto tramite exchange e app come Stripe e Shopify |
| Wallet consigliato | Da definire al lancio ufficiale |
Open USD (OUSD) è la nuova stablecoin ancorata al dollaro annunciata il 30 giugno 2026 da Open Standard, un consorzio che conta oltre 140 aziende partner tra cui Visa, Stripe, Mastercard, BlackRock, Coinbase e BNY Mellon. A differenza delle stablecoin tradizionali, gestite da un singolo emittente che trattiene i ricavi delle riserve, Open USD è pensata come infrastruttura condivisa: quasi tutti i proventi generati dalle riserve vengono restituiti alle aziende che ne favoriscono l’adozione.
In questa guida spieghiamo cos’è Open USD, chi la governa, come funziona il suo modello economico, la differenza rispetto a USDC e USDT, e cosa comporta per chi si trova in Europa sotto il Regolamento MiCA.
Contenuto
Cos’è Open USD (OUSD)
Open USD, identificata con il ticker OUSD, è una stablecoin ancorata al dollaro statunitense annunciata ufficialmente il 30 giugno 2026 da Open Standard, una società indipendente costituita appositamente per gestirne la governance e l’operatività.
La caratteristica che distingue Open USD dalle altre stablecoin non è tecnica ma strutturale: Open Standard la descrive come la prima stablecoin progettata fin dall’origine come infrastruttura aperta, condivisa tra le aziende che la adottano, piuttosto che come il prodotto proprietario di un singolo emittente. Le riserve a garanzia del token vengono mantenute presso istituzioni finanziarie di rilievo, in conformità con i requisiti regolamentari statunitensi.
Al momento del lancio, oltre 140 aziende hanno aderito come partner di Open USD, tra cui nomi di primo piano del settore finanziario e tecnologico come Visa, Stripe, Mastercard, BlackRock, Coinbase, Alphabet, BNY Mellon e diverse banche internazionali.

📌 Leggi anche: “Come acquistare stablecoin senza KYC“
Chi c’è dietro Open Standard: il consorzio di oltre 140 aziende
Open Standard è l’entità indipendente che governa Open USD. Secondo quanto dichiarato sul sito ufficiale del progetto, la governance non è affidata a un singolo emittente ma viene condivisa collettivamente dalle aziende partecipanti, con un proprio team di gestione dedicato che sovrintende alla progettazione e alle operazioni del token.
Il consorzio comprende profili molto diversi tra loro: istituzioni finanziarie regolamentate (banche come BBVA, Banco Bradesco, Bank Leumi), fornitori di pagamenti (PSP, emittenti di carte, merchant), società fintech, exchange e piattaforme DeFi (tra cui Aave), marketplace e aziende attive nel commercio agentico, ovvero sistemi automatizzati che effettuano pagamenti tramite software.
Questa struttura a consorzio distingue Open USD dal modello classico delle stablecoin, dove un singolo soggetto emittente controlla la totalità delle decisioni di governance e trattiene i ricavi generati dalle riserve depositate a garanzia del token.
Come funziona il modello economico di Open USD
Il vero elemento di rottura di Open USD rispetto alle stablecoin esistenti riguarda come vengono distribuiti i ricavi generati dalle riserve.
Condivisione dei ricavi delle riserve. Open Standard dichiara di restituire quasi tutti i proventi generati dalle riserve alle aziende che contribuiscono a farne crescere l’adozione, trattenendo solamente una piccola commissione di gestione necessaria per sostenere i costi tecnici, di compliance e operativi.
Nessuna commissione di conio o rimborso. A differenza di molte piattaforme che applicano costi sulle operazioni di minting (creazione di nuovi token) e redemption (rimborso in dollari), Open USD non prevede commissioni su queste operazioni, nemmeno su larga scala. Questo elemento è pensato per rendere prevedibili i costi delle aziende che la utilizzano per volumi elevati di transazioni.
Infrastruttura pensata per grandi volumi. Open Standard descrive Open USD come un’infrastruttura progettata per gestire miliardi di transazioni, orientata a carichi di lavoro finanziari globali piuttosto che a un singolo mercato o area geografica.
Il meccanismo economico crea quindi un incentivo diretto: più un’azienda partner contribuisce alla diffusione di Open USD, maggiore è la quota di ricavi delle riserve che riceve, al contrario del modello classico in cui solo l’emittente beneficia della crescita del token in circolazione.

Le differenze tra Open USD e le altre stablecoin come USDC e USDT
Per capire davvero cosa cambia con Open USD, è utile confrontarla direttamente con le stablecoin dollaro più diffuse sul mercato.
| Caratteristica | Open USD (OUSD) | USDC | USDT |
|---|---|---|---|
| Governance | Consorzio di oltre 140 aziende tramite Open Standard | Circle, singolo emittente | Tether, singolo emittente |
| Ricavi delle riserve | Condivisi con le aziende partner | Trattenuti da Circle | Trattenuti da Tether |
| Commissioni mint/redeem | Nessuna, anche su larga scala | Variabili secondo canale | Variabili secondo canale |
| Conformità dichiarata | GENIUS Act (USA) | Regolamentazione MiCA in UE come EMT | Non conforme MiCA in UE |
| Lancio | Annunciata il 30 giugno 2026, non ancora operativa a pieno regime | Operativa dal 2018 | Operativa dal 2014 |
La differenza sostanziale, secondo la stessa comunicazione di Open Standard, non riguarda tanto la stabilità del token quanto il modello di incentivi: le stablecoin tradizionali competono come singoli asset legati a un unico emittente, mentre Open USD si presenta come una rete condivisa in cui i partner hanno un interesse economico diretto a distribuirla.
Va sottolineato che, trattandosi di un progetto appena annunciato, molti dettagli operativi definitivi (termini contrattuali finali, condivisione precisa dei ricavi, disponibilità geografica) potrebbero essere ancora in fase di definizione al momento del lancio effettivo della rete.
Open USD e la conformità al GENIUS Act negli Stati Uniti
Open Standard dichiara che Open USD è progettata per essere conforme al GENIUS Act, la normativa federale statunitense sulle stablecoin che stabilisce requisiti stringenti su riserve, trasparenza e supervisione degli emittenti di dollari digitali.
Secondo quanto riportato, le riserve a garanzia di Open USD vengono mantenute presso istituzioni finanziarie di rilievo e gestite in linea con i requisiti regolamentari statunitensi applicabili. Questo posizionamento regolamentare è pensato per offrire alle istituzioni finanziarie e alle grandi aziende un livello di garanzia normativa superiore rispetto a stablecoin prive di un analogo quadro di conformità dichiarato.
Open USD e il Regolamento MiCA in Europa
Per gli utenti e le aziende che operano nell’Unione Europea, la domanda più rilevante riguarda la posizione di Open USD rispetto al Regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation), il quadro normativo europeo per le cripto-attività entrato in piena vigenza dal 1° luglio 2026.
Il MiCA disciplina le stablecoin ancorate a valuta fiat attraverso la categoria dei token di moneta elettronica (EMT, Electronic Money Token), che possono essere emessi legalmente nell’Unione solo da soggetti autorizzati come istituto di moneta elettronica o istituto di credito, previa autorizzazione delle autorità nazionali competenti.
Al momento dell’annuncio, Open Standard non ha comunicato un’autorizzazione EMT ai sensi del MiCA per l’offerta di Open USD nell’Unione Europea. Questo significa che, fino a un’eventuale autorizzazione specifica, l’uso di Open USD da parte di aziende o utenti residenti in UE dovrà essere valutato con attenzione, verificando lo stato regolamentare aggiornato direttamente presso le fonti ufficiali europee, inclusa la pagina dedicata al MiCA sul sito dell’ESMA.
Per un confronto, ricordiamo che tra le stablecoin dollaro già esistenti, alcune hanno ottenuto l’autorizzazione EMT nell’Unione, mentre altre ne restano prive: la conformità MiCA non è quindi un elemento automatico ma richiede un percorso di autorizzazione specifico per ciascun emittente e ciascuna giurisdizione UE coinvolta.

I casi d’uso: pagamenti, carte e commercio agentico
Open Standard individua diversi ambiti applicativi concreti per Open USD, pensati per coprire l’intera catena del movimento di denaro digitale tra aziende.
Emissione di carte finanziate in stablecoin. Le aziende partner possono emettere carte di pagamento finanziate direttamente in Open USD, mantenendo la tesoreria on-chain mentre i dipendenti o gli utenti finali spendono presso i normali esercenti.
Gestione della tesoreria aziendale. Open USD consente una visibilità in tempo reale sui flussi di cassa aziendali, alternativa ai tempi di attesa tipici degli estratti conto bancari tradizionali.
Trasferimenti internazionali. Il regolamento transfrontaliero tramite Open USD viene presentato come più rapido rispetto ai circuiti bancari corrispondenti tradizionali, riducendo i tempi di liquidazione delle transazioni internazionali.
Commercio agentico. Uno degli utilizzi più innovativi indicati da Open Standard riguarda i pagamenti effettuati autonomamente da agenti software basati su intelligenza artificiale, che possono avviare e liquidare transazioni in modo programmatico e continuo, senza gli orari di chiusura tipici del sistema bancario tradizionale.

Rischi e punti ancora da chiarire
Trattandosi di un progetto annunciato solo il 30 giugno 2026, è importante affrontare Open USD con la cautela riservata a qualsiasi infrastruttura finanziaria non ancora operativa a pieno regime.
Termini definitivi non ancora fissati. Diversi dettagli operativi, inclusi i termini esatti di condivisione dei ricavi e le modalità pratiche di accesso per le aziende non partner fondatrici, potrebbero cambiare tra l’annuncio e il lancio effettivo della rete, previsto entro la fine del 2026.
Assenza di autorizzazione MiCA al lancio. Come descritto nella sezione precedente, l’assenza iniziale di un’autorizzazione EMT europea limita, almeno nella fase iniziale, l’utilizzo pienamente conforme di Open USD da parte di soggetti regolamentati nell’Unione Europea.
Concentrazione della governance nei partner fondatori. Sebbene la governance sia descritta come condivisa collettivamente, il numero e il peso decisionale delle aziende partner fondatrici (Visa, Stripe, BlackRock, tra le altre) potrebbe comunque orientare in modo significativo le decisioni strategiche del consorzio nella fase iniziale.
Dipendenza dalla qualità delle riserve. Come per qualsiasi stablecoin fiat-backed, la solidità di Open USD dipende dalla qualità e dalla liquidità effettiva delle riserve depositate presso le istituzioni finanziarie indicate, elemento che sarà verificabile con maggiore precisione solo dopo il lancio operativo e la pubblicazione di eventuali attestazioni di riserva.
Fiscalità delle stablecoin in Italia
Chi detiene o utilizza stablecoin come Open USD in Italia deve rispettare gli stessi obblighi fiscali previsti per tutte le cripto-attività, indipendentemente dall’emittente o dal modello di governance del token.
Tassazione delle plusvalenze. Le plusvalenze realizzate dalla cessione o dalla conversione di stablecoin in euro o in altre valute sono soggette all’aliquota del 33% dal 1° gennaio 2026, secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), senza franchigia di esenzione.
Monitoraggio fiscale. Le posizioni in stablecoin detenute su wallet o piattaforme estere devono essere dichiarate nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi, indipendentemente dal fatto che il token sia emesso da un singolo emittente o da un consorzio come Open Standard.
Imposta di bollo virtuale. L’IVCA (imposta di bollo virtuale sulle cripto-attività) si applica allo 0,2% annuo sul controvalore in euro delle stablecoin detenute al 31 dicembre di ogni anno, secondo le stesse regole valide per le altre cripto-attività.
Per informazioni aggiornate sugli obblighi dichiarativi relativi alle cripto-attività, la fonte di riferimento ufficiale rimane il sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata alla fiscalità delle valute virtuali.
⚠️ Nota redazionale: Open USD è un progetto annunciato di recente e ancora in fase di lancio. I dettagli operativi, regolamentari e di governance potrebbero evolvere rapidamente. Verifica sempre le informazioni aggiornate sulle fonti ufficiali di Open Standard prima di qualsiasi decisione.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale. Open USD è un progetto di recente annuncio: i dati operativi e regolamentari possono cambiare rapidamente prima e dopo il lancio effettivo della rete.
📅 Ultimo aggiornamento: luglio 2026 – Redazione Cryptonews.it
Questa guida viene revisionata periodicamente per riflettere le ultime variazioni normative e di mercato.

