Tether, un investigatore blockchain ha rivelato che il processo di freeze lascia una finestra temporale sfruttabile. Nel caso Iran di luglio, circa 34 milioni di dollari su 165 milioni sono scappati prima che il blocco diventasse effettivo.
La scoperta di Darcy su Tether
Darcy, investigatore blockchain specializzato nel recupero di asset e co-fondatore di FlashRescue, ha scritto su X il 6 agosto 2026 che durante un caso recente i fondi segnalati su un indirizzo sono stati spostati mentre Tether stava ancora eseguendo il freeze. Quel ritardo ha ridotto l’importo totale che l’azienda è riuscita effettivamente a bloccare.
Tether è da tempo elogiata per la rapidità con cui congela fondi sospetti, soprattutto se confrontata con la rivale Circle, emittente di USDC. Questa nuova critica, però, punta su un dettaglio diverso: quanto sia realmente pulita l’esecuzione di quei freeze, una volta avviati.
Il gap temporale nel meccanismo di freeze
Un’analisi su 2.955 eventi di freeze eseguiti da Tether su Ethereum e TRON ha misurato un tempo medio tra proposta e esecuzione di 2 ore, 16 minuti e 15 secondi. Il meccanismo, gestito da un wallet multisignature, è la causa diretta di quel ritardo.
Nel dettaglio, almeno 60 indirizzi sono riusciti a svuotare completamente i propri fondi prima che il freeze diventasse effettivo, spostando un totale di 20,4 milioni di dollari in USDT. Questi trasferimenti sono partiti, in media, appena 14 minuti dopo la proposta di freeze, con i fondi principali già mossi entro 15 minuti.
Altri 113 indirizzi sono riusciti a trasferire solo una parte dei propri asset, per un totale di circa 35,5 milioni di dollari, sempre prima che il blocco si concludesse sulla blockchain. Un margine stretto, ma sufficiente per chi conosce il meccanismo.
L’esempio più chiaro di questo gap resta il caso della banca centrale iraniana. Dopo che l’OFAC ha sanzionato quattro wallet TRON che avevano ricevuto oltre 165 milioni di dollari in stablecoin, Tether ne ha bloccati 131 milioni, ma circa 34 milioni erano già scappati quando il blocco è entrato in vigore.
Tether e Circle, due critiche opposte
A nostro avviso, questo episodio racconta qualcosa di utile anche per il pubblico italiano che segue le stablecoin da vicino. La velocità di intervento non basta se l’esecuzione tecnica lascia margini di manovra. Chi conosce bene il funzionamento on-chain sa che un ritardo di pochi minuti può fare la differenza tra un recupero completo e un buco nell’acqua.
Il confronto con Circle resta comunque a favore di Tether sulla reattività. Jeremy Allaire, CEO di Circle, ha dichiarato in una conferenza stampa a Seul che l’azienda congela un wallet solo «su indicazione delle forze dell’ordine o dei tribunali». L’investigatore on-chain ZachXBT ha segnalato più di una dozzina di casi dal 2022, incluso l’exploit da circa 280 milioni di dollari di Drift Protocol legato alla Corea del Nord, in cui Circle non ha agito e circa 420 milioni di dollari in fondi illeciti sono scappati.
I procuratori del Wisconsin hanno inoltre presentato una denuncia penale contro Circle dopo che l’azienda ha dichiarato di non poter rispettare un mandato per recuperare gli USDC di una vittima di truffa.
I numeri complessivi di Tether sul contrasto ai crimini
Tether ha dichiarato di coordinarsi «direttamente con gli inquirenti durante i casi in corso, anziché reagire dopo che i fondi sono stati distribuiti.». L’azienda riporta di collaborare con oltre 340 agenzie delle forze dell’ordine in 65 Paesi, su più di 2.300 casi, con oltre 4,4 miliardi di dollari in asset congelati complessivamente.
I freeze legati all’Iran, incluso un blocco separato da 344 milioni di dollari ad aprile, portano il totale sanzionato a circa 475 milioni di dollari. La quota persa nel caso di luglio resta quindi una frazione piccola rispetto al totale recuperato, ma il meccanismo con un gap così ampio può essere sfruttato da un attore sufficientemente organizzato.



