L’FSB russo ha accusato Pavel Durov di favoreggiamento del terrorismo, inserendo il fondatore di Telegram nella lista dei ricercati internazionali. La notizia arriva mentre l’app resta centrale nell’ecosistema legato al token toncoin.
L’accusa dei servizi di sicurezza russi
Il Servizio federale di sicurezza russo (FSB) ha reso noto in un comunicato di aver emesso un mandato di arresto internazionale contro Pavel Durov, 41 anni, fondatore russo di Telegram. Secondo l’agenzia, Durov non avrebbe rimosso «numerosi canali, chat e bot» utilizzati dai servizi speciali ucraini e da organizzazioni terroristiche ed estremiste per pianificare atti di sabotaggio, terrorismo, omicidi di massa e cyber-frodi. L’FSB ha citato in particolare una chat di incontri sfruttata, secondo l’accusa, per reclutare cittadini russi con l’inganno e coinvolgerli in operazioni di sabotaggio.
Un fondatore già sotto processo in Francia
Durov non è nuovo a procedimenti giudiziari legati alla gestione dei contenuti sulla piattaforma. È infatti sotto indagine formale a Parigi dal 2024 per il presunto mancato contrasto ad attività criminali sull’app, incluso l’abuso su minori. Il fondatore, che detiene cittadinanza francese ed emiratina, ha sempre respinto le accuse.
Chi conosce la storia di Durov sa che tra Mosca e il suo fondatore corre acqua avvelenata da tempo: lasciò la Russia nel 2014 dopo essersi rifiutato di consegnare ai servizi di sicurezza russi i dati di alcuni utenti ucraini di VKontakte, il social network che aveva co-fondato nel 2007. Da allora Telegram è stata trasferita a Dubai, con Durov che ne ha fatto una bandiera di resistenza al controllo statale.
Il legame con toncoin e l’ecosistema crypto
Telegram resta strettamente collegato a toncoin, la criptovaluta nata all’interno della piattaforma e oggi gestita da una community open source dopo le contestazioni regolatorie ricevute negli Stati Uniti. Durov ha continuato a integrare funzionalità legate a ton nell’app, richiedendo che la pubblicità sulla piattaforma venga pagata proprio in questa criptovaluta.
A nostro avviso, la vicenda mostra quanto il destino di un progetto crypto possa restare legato a doppio filo alle vicende personali e giudiziarie del suo fondatore, un aspetto che il mercato retail italiano ha già imparato a osservare con attenzione dopo casi simili. Non è un dettaglio secondario: significa che ogni sviluppo legale su Durov può riflettersi sulla fiducia degli utenti verso toncoin.



