SharpLink ha annunciato di voler mettere in staking 200 milioni di dollari in Ether attraverso Lido, il principale protocollo di liquid staking su Ethereum, affidando poi la custodia dei token ricevuti ad Anchorage Digital.
Per comprendere bene la portata di questa scelta è importante chiarire fin da subito che l’operazione non comporta l’acquisto di ulteriori 200 milioni di dollari in Ether, perché SharpLink sta semplicemente impiegando ETH già presente nel proprio bilancio. In cambio dello staking tramite Lido, la società riceverà wstETH, un token ERC-20 che rappresenta una quota di ETH staked. A differenza di stETH, il wstETH non aumenta il proprio saldo con l’accumularsi delle ricompense, ma ne riflette il valore tramite un tasso di cambio variabile, caratteristica che lo rende più facile da integrare nelle applicazioni DeFi.
Che ruolo gioca Anchorage
In tutto ciò, come abbiamo già sottolineato, la custodia degli asset sarà affidata ad Anchorage Digital, banca fiduciaria autorizzata a livello federale negli Stati Uniti, che da luglio ha integrato Lido nella propria piattaforma per permettere ai clienti istituzionali di coniare e riscattare wstETH.
Sul fronte normativo, lo staff della SEC aveva già chiarito nell’agosto 2025 che alcune forme di liquid staking, a seconda della struttura, non configurano operazioni su titoli, fornendo però solo un’indicazione tecnica, non una regola vincolante, che comunque offre un quadro più definito per operazioni come questa.
Una strategia che non è certo priva di rischi
SharpLink aveva già impiegato 200 milioni di dollari in programmi di restaking su Linea insieme a ether.fi ed EigenCloud, oltre ad aver destinato 100 milioni a un fondo di rendimento gestito da Galaxy. Il CEO Joseph Chalom ha dichiarato che l’ingresso in Lido renderà l’ETH aziendale “ancora più produttivo”, grazie alle numerose integrazioni DeFi del token. Va ricordato però che i rendimenti da staking non sono garantiti: lo stesso Lido segnala rischi legati a smart contract, slashing, liquidità e mercato.
Non a caso, nel secondo trimestre SharpLink ha registrato una svalutazione di 76,1 milioni di dollari su posizioni in LsETH e weETH, che ha contribuito a una perdita trimestrale complessiva di 394,3 milioni di dollari. Al momento dell’annuncio, il titolo SharpLink scambiava a 6,32 dollari, in rialzo del 2,3%, mentre l’ETH si aggirava intorno ai 1.625 dollari. La società non ha ancora comunicato tempistiche precise per il trasferimento degli asset né eventuali protocolli DeFi in cui intende impiegare i wstETH ricevuti.



