Il presidente Donald Trump ha dichiarato lunedì che gli Stati Uniti hanno venduto oltre 13 miliardi di dollari di petrolio venezuelano dall’inizio dell’anno. Le entrate coprirebbero, a suo dire, i costi della campagna militare condotta a Caracas.
Le dichiarazioni del presidente
Trump ha risposto a una domanda sulle stime pubblicate dal Financial Times, secondo cui l’amministrazione avrebbe incassato circa 13 miliardi di dollari dalle vendite di petrolio venezuelano nel corso dell’anno. «13 miliardi di dollari dal Venezuela? Credo anche di più» ha dichiarato il presidente ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, diretto in Michigan per una visita a uno stabilimento General Motors. «Abbiamo ripagato quella guerra molte volte» ha aggiunto.
Il meccanismo delle vendite petrolifere
Gli Stati Uniti hanno assunto il controllo delle esportazioni energetiche venezuelane dopo la caduta dell’ex presidente Nicolás Maduro, avvenuta a gennaio. Il segretario all’Energia Chris Wright aveva riferito a Semafor che Washington aveva venduto circa 150 milioni di barili di petrolio venezuelano da gennaio. Il segretario di Stato Marco Rubio ha precisato al Congresso che i proventi sono depositati su un conto Citibank, sottoposto a un audit continuo condotto da KPMG. Secondo il funzionario del Dipartimento di Stato Michael Kozak, circa 3 miliardi di dollari risultavano già erogati dal conto gestito dal Tesoro ad aprile.
Alla domanda su come vengano impiegati i fondi, Trump ha risposto in modo sintetico: «gestire il Paese». Ha poi aggiunto che le risorse potrebbero essere destinate anche alla difesa, ma ha ricordato che serve l’approvazione del Congresso, criticando i parlamentari per gli stanziamenti giudicati insufficienti.
Chi segue da vicino le dinamiche geopolitiche che intrecciano energia e finanza sa quanto certe operazioni, condotte con margini di trasparenza limitati, finiscano poi per alimentare il dibattito sulla tracciabilità dei capitali, un tema che in Europa la normativa MiCA e le direttive antiriciclaggio della Banca Centrale Europea stanno cercando di affrontare anche nel settore cripto. Non è un dettaglio da poco: la fiducia nei mercati regolamentati si costruisce proprio sulla trasparenza dei flussi, non sulle promesse.
Le zone d’ombra sulla gestione dei fondi
Le commissioni di controllo del Congresso segnalano di non aver ricevuto documentazione dettagliata dall’amministrazione dallo scorso aprile. Il governo venezuelano ha creato un sito dedicato per monitorare gli introiti gestiti dagli Stati Uniti, ma la piattaforma riporta un solo trasferimento verificabile, pari a 300 milioni di dollari, effettuato a marzo.
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