Euro digitale: partiti italiani uniti, la Lega assente

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Articolo scritto e verificato da
Umberto Gelmini
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Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del...
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L’euro digitale trova l’accordo trasversale dei partiti italiani al Parlamento europeo. Il 5 maggio 2026 a Bruxelles, presenti tutti gli schieramenti tranne la Lega. Sperimentazione prevista nel 2027, prima emissione tra 2028 e 2029.

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Il segnale politico di Bruxelles

Il 5 maggio, nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles, l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha organizzato una tavola rotonda sull’euro digitale. Erano presenti gli eurodeputati italiani di quasi tutto l’arco politico: Pasquale Tridico (M5S), Irene Tinagli (PD), Marco Falcone (Forza Italia), Elisabetta Gualmini (Azione), Giovanni Crosetto (FdI) e Ignazio Marino (AVS). Unica assenza rilevante: la Lega, che non ha inviato alcun rappresentante.

Il consenso trasversale è il dato politicamente significativo. Destra e sinistra, per una volta, sulla stessa posizione.

Cosa prevede il progetto BCE

Nei piani dell’Eurotower, l’euro digitale sarebbe una versione elettronica del contante: denaro pubblico emesso dalla Banca Centrale Europea, utilizzabile per pagamenti online e offline tramite smartphone, carta o portafoglio digitale. Non sostituirebbe le banconote né i conti correnti tradizionali, ma si affiancherebbe agli strumenti esistenti.

L’obiettivo dichiarato è duplice. Da un lato, offrire ai cittadini un mezzo di pagamento pubblico nell’economia digitale. Dall’altro, ridurre la dipendenza dai grandi circuiti extra-UE, Visa e Mastercard in testa, che controllano circa i due terzi dei pagamenti con carta in Europa. Secondo la tabella di marcia BCE, il progetto pilota potrebbe partire a metà del 2027, con la prima emissione possibile nel 2028 o, più probabilmente, nel 2029.

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Marco Pieroni, responsabile dell’unità euro digitale della Banca d’Italia, ha comunicato un dettaglio rilevante: «L’Italia sarà uno dei Paesi in cui si troveranno tre dei data center per l’euro digitale, nel caso in cui il regolamento venisse approvato. È un’opportunità tecnologica e industriale».

A nostro avviso, questo dato trasforma l’euro digitale da questione astratta a tema concreto per l’economia italiana. Tre data center sul territorio nazionale significano infrastruttura, occupazione specializzata e un ruolo attivo dell’Italia nell’architettura monetaria europea. Per gli utenti retail che oggi usano piattaforme CEX per le proprie transazioni digitali, l’euro digitale rappresenterà un’alternativa pubblica a costo potenzialmente zero: la proposta di Tinagli sulle commissioni azzerate per le piccole transazioni va esattamente in questa direzione.

I nodi ancora aperti

Il relatore del provvedimento, l’eurodeputato spagnolo Fernando Navarrete Rojas, ha riconosciuto che tra i gruppi politici sta emergendo «una convergenza sugli elementi centrali», ma ha precisato: «Abbiamo bisogno che le persone vogliano l’euro digitale, visto che il suo utilizzo non è obbligatorio. Deve essere un prodotto di qualità, facile da usare e affidabile».

Restano aperti i dossier tecnici e politici più delicati: limiti di detenzione per i cittadini, standard di privacy, ruolo delle banche nella distribuzione, e soprattutto le commissioni per gli esercenti. Confcommercio, tramite Salvatore Vescina, spinge per la gratuità almeno in una prima fase.

Il Parlamento europeo deve ancora esprimersi formalmente sul regolamento. Il Consiglio UE ha già adottato la propria posizione. I prossimi mesi serviranno a trovare l’accordo definitivo su commissioni, privacy e limiti di detenzione.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria.

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Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del settore delle criptovalute.Da anni segue in prima persona l'evoluzione dei mercati digitali, con una specializzazione in analisi on-chain, ecosistemi DeFi e tecnologia blockchain. La sua attività di ricerca lo ha portato a monitorare quotidianamente trend di mercato, sviluppi normativi e innovazioni nel panorama crypto globale, con l'obiettivo di tradurre informazioni complesse in contenuti chiari, verificati e utili per il pubblico Italiano.Appassionato di intelligenza artificiale applicata alla finanza decentralizzata e di sviluppo web, integra competenze tecniche e analitiche nella produzione dei contenuti pubblicati su CryptoNews.it.