Il Parlamento polacco non è riuscito a superare il veto presidenziale alla legge sulle cripto-attività. La proposta, sostenuta dal primo ministro Donald Tusk, ha raccolto 241 voti nel Sejm, meno dei 266 necessari. Per le imprese locali resta aperto il nodo dell’adeguamento a MiCA.
Il Sejm non supera il veto di Nawrocki
La Camera bassa polacca ha discusso nuovamente il Crypto-Asset Market Act su impulso del governo Tusk. Il presidente Karol Nawrocki aveva posto il veto alla norma per la terza volta, richiamando possibili conseguenze sulla libertà e sulla stabilità dei cittadini polacchi.
La mozione è entrata nell’agenda del Sejm giovedì, con una discussione limitata secondo i resoconti ufficiali. Il voto di venerdì non ha però raggiunto la maggioranza richiesta per annullare il veto. I favorevoli sono stati 241, mentre la soglia era fissata a 266.
È il terzo tentativo fallito del Sejm di rovesciare il veto presidenziale sulla normativa per le criptovalute. Il risultato blocca il percorso interno pensato per disciplinare il settore e lascia gli operatori polacchi davanti a un quadro nazionale irrisolto.
MiCA e la difficoltà per le società crypto polacche
La fonte collega il fallimento parlamentare alle difficoltà delle imprese polacche nell’allinearsi al regolamento europeo MiCA, che definisce regole comuni per emittenti e fornitori di servizi sulle cripto-attività nell’Unione europea.
Senza una legge nazionale approvata, le aziende crypto locali dovrebbero registrare le proprie attività in altre giurisdizioni prima di poter operare nel perimetro MiCA. Non è una semplice formalità. Significa affrontare autorizzazioni, requisiti organizzativi e un possibile spostamento dell’operatività fuori dalla Polonia.
Per il mercato europeo, la vicenda mette in luce una tensione concreta: MiCA stabilisce un impianto unico a livello UE, ma l’applicazione pratica richiede anche strumenti interni, autorità competenti e procedure nazionali funzionanti. La norma comune non elimina i passaggi politici dei singoli Paesi.
Il caso Zondacrypto sullo sfondo
Il voto arriva durante un’indagine per corruzione che coinvolge funzionari pubblici e Zondacrypto, descritto dalla fonte come il maggiore exchange locale. Secondo la ricostruzione riportata, la piattaforma avrebbe sottratto fino a 94 milioni di dollari di fondi dei clienti.
Il presidente del Comitato olimpico polacco, Radosław Piesiewicz, è stato fermato nell’ambito dell’inchiesta. Tusk ha accusato i rappresentanti del partito di Nawrocki di aver collaborato con Zondacrypto e di aver favorito la sua presenza nelle istituzioni.
Per il settore crypto polacco il punto non è soltanto il veto. È il tempo perso mentre l’Europa procede con MiCA. Quando il quadro nazionale resta fermo, le imprese cercano altrove una porta regolamentare. E nel mercato unico, una porta aperta in un altro Paese può diventare una scelta obbligata.
Davanti al Sejm, il premier ha dichiarato: «Zondacrypto ha infiltrato lo Stato polacco per molto tempo e senza ostacoli». Le accuse politiche e giudiziarie fanno da sfondo al confronto sulla legge, ma non modificano l’esito formale del voto.

