La European Blockchain Convention torna a Barcellona il 16-17 settembre 2026, undici settimane dopo l’entrata in vigore completa di MiCA. L’evento riunisce oltre 300 speaker e 5.000 partecipanti da 90 paesi per il primo grande incontro istituzionale europeo post-regolamentazione.
Un evento nel punto di svolta regolatorio
EBC12 si tiene al Palau de Congressos de Catalunya e rappresenta il primo grande raduno istituzionale europeo da quando MiCA è diventata pienamente legge. L’evento comprime in due giorni il mercato europeo degli asset digitali, evitando la dispersione tra Londra, Parigi, Francoforte, Zurigo e Barcellona.
Il focus delle discussioni si sposta su ciò che viene dopo l’entrata in vigore: licenze CASP, emissione di stablecoin e ruolo delle CBDC nei regolamenti transfrontalieri. Le sessioni coprono allocazione di capitale istituzionale, tokenizzazione di asset reali, struttura del mercato regolamentato e futuro di stablecoin e CBDC come infrastruttura di pagamento globale.
Il segnale istituzionale è evidente. Deutsche Börse ha investito 200 milioni di dollari in Kraken, mentre Openbank, la banca digitale di Santander, ha esteso il trading di criptovalute ai clienti in Germania e Spagna. Entrambe le istituzioni saranno presenti a Barcellona per discutere le prossime fasi.
Chi partecipa e cosa aspettarsi
Gli speaker confermati includono Emma Landriault, Head of Kinexys Labs at J.P. Morgan; Mohamad Zaraket, Head of Digital Assets Strategy EMEA at BNY; Kathleen Wrynn, Global Head of DA at Invesco; Victor Jung, Vice President Digital Assets & Currencies at Hamilton Lane; Previn Singh da Fidelity; e Colin Payne, Head of Innovation alla Financial Conduct Authority. Oltre a questi, più di 300 relatori provenienti da banche, gestori patrimoniali, infrastrutture e policy.
L’evento prevede 10.000 incontri one-to-one pre-organizzati, un Buy Side Breakfast per allocatori e investitori istituzionali, e una press room dedicata con accesso diretto agli speaker. Gli organizzatori attendono 80 delle prime 100 banche europee, in crescita dalle 50 dell’edizione precedente.
Perché EBC12 conta per l’Europa
«Otto anni fa abbiamo creato EBC perché credevamo che l’Europa sarebbe stata il luogo in cui questo settore sarebbe maturato. Molti pensavano che fossimo in anticipo sui tempi. Nel 2026, le banche europee stanno investendo capitali, i prodotti istituzionali sono operativi nei principali mercati e il quadro normativo è definito. EBC è il luogo in cui le persone che guidano questo cambiamento si incontrano una volta all’anno per fare affari concreti.», ha dichiarato Victoria Gago, Co-CEO di European Blockchain Convention e Digital Assets Forum.
Quello che colpisce, guardando l’evento dall’Italia, è il contrasto tra la frammentazione del dibattito crypto in molti paesi e la concentrazione istituzionale che EBC12 propone. Mentre i regolatori nazionali lavorano sull’implementazione di MiCA, qui si discute già di come far scalare i mercati digitali dentro le regole, non intorno ad esse. Chi segue il mercato italiano sa che la differenza tra chi parla di adozione e chi la fa sta negli incontri concreti: diecimila appuntamenti pre-organizzati valgono più di mille conferenze generiche.
A nostro avviso, EBC12 rappresenta un test per la maturità del settore. Se il dibattito post-MiCA resta confinato alla conformità, l’Europa rischia di perdere il passo. Se invece diventa luogo di deal flow reale tra banche, regolatori e builder, allora il framework regolatorio ha prodotto ciò che prometteva: un mercato che cresce dentro le regole, non nonostante esse.
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