Il Dipartimento del Tesoro USA ha sanzionato due exchange crypto e una rete di società di comodo che finanziavano l’IRGC iraniano. L’azione, guidata da OFAC, punta a bloccare i canali digitali usati da Teheran per riciclare miliardi di dollari.
L’azione dell’OFAC contro gli exchange iraniani
L’Office of Foreign Assets Control, ufficio del Dipartimento del Tesoro statunitense, ha annunciato l’8 agosto un’azione contro due importanti exchange di asset digitali usati dal regime iraniano. Il provvedimento colpisce anche il capofila di una rete di società di comodo attive in più giurisdizioni.
Secondo il comunicato ufficiale, gli attori iraniani hanno sfruttato piattaforme di scambio non autorizzate o scarsamente regolamentate per trasferire grandi volumi di asset digitali. Il sistema si è servito di reti societarie complesse e di un vasto network di gioco d’azzardo online per nascondere l’origine dei fondi, riciclando i proventi illeciti a beneficio dell’IRGC e di individui legati al regime.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato: «La dipendenza del regime iraniano dalle risorse digitali e dalle reti bancarie ombra è un’ulteriore prova che la Furia Economica sta funzionando. Continueremo ad aumentare la pressione economica. Che si tratti di dollari, rial o criptovalute, il Tesoro darà la caccia e smantellerà le reti finanziarie illecite che mantengono a galla il regime.».
Chi sono gli exchange sanzionati
Il primo nodo della rete è Siavash Kayvanpour, cittadino iraniano con cittadinanza aggiuntiva di Dominica e Afghanistan, residente negli Emirati Arabi Uniti. Kayvanpour gestisce, tramite la sua società con base in Georgia SHPS Shelbit, l’exchange conosciuto come Shelbit Exchange.
Gli indirizzi digitali collegati all’IRGC hanno inviato l’equivalente di oltre 1 milione di dollari verso indirizzi di Shelbit Exchange. In direzione opposta, più di 2 milioni di dollari sono stati trasferiti da Shelbit verso indirizzi IRGC. Gli indirizzi controllati da Kayvanpour hanno inoltre inviato oltre 2 milioni di dollari all’exchange Nobitex, già sanzionato in precedenza dagli Stati Uniti.
Shelbit serviva anche un ampio network di gioco d’azzardo in lingua persiana, gestito da due influencer iraniani che vivono nel lusso fuori dal Paese. Decine di milioni di dollari in asset digitali di questa rete sono stati riciclati attraverso Shelbit. I due influencer erano già stati condannati in Iran per gioco d’azzardo illegale nel 2023, ma i loro siti mantengono ancora accesso ai sistemi di pagamento iraniani, strettamente regolati dalla Banca Centrale dell’Iran.
L’Autorità di regolamentazione degli asset virtuali degli Emirati Arabi Uniti, nota come VARA, aveva già emesso provvedimenti contro General Trading, la società che opera commercialmente come Shelbit Exchange, nel gennaio 2025 e nel luglio 2026. Nonostante questo, l’azienda ha continuato a operare.
Kayvanpour possiede anche la società polacca Shelbit Technologies ed è l’unico amministratore delle società con base negli Emirati Crypto Home DMCC e NFT Home DMCC. Anche Crypto Home era già stata colpita da un’azione di VARA nel gennaio 2025.
Il secondo exchange sanzionato è Aban Tether, con base in Iran. Secondo OFAC, questa piattaforma ha gestito milioni di dollari in transazioni collegate ad altri exchange iraniani già sanzionati, tra cui Nobitex, Wallex, Bitpin e Ramzinex.
Questa azione ricorda quanto conti, anche per il mercato retail europeo, distinguere tra piattaforme regolamentate e circuiti opachi che sfuggono a ogni controllo. In Europa il regolamento MiCA impone requisiti di trasparenza e licenza agli exchange, un argine che manca del tutto nei casi descritti dal Tesoro USA. Chi opera con piattaforme prive di autorizzazione, ovunque si trovino, si assume un rischio che va ben oltre la semplice volatilità dei prezzi.
Le implicazioni delle sanzioni
L’azione rientra nella campagna di sanzioni NSPM-2, la memoria presidenziale sulla sicurezza nazionale che rafforza la politica di massima pressione economica sull’Iran. OFAC ha sviluppato il provvedimento in coordinamento con l’IRS Criminal Investigation.
Il Dipartimento di Stato USA, tramite il programma Rewards for Justice, offre una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni che portino a smantellare i meccanismi finanziari dell’IRGC e delle sue diramazioni.
Tutte le proprietà e gli interessi delle persone designate, se presenti negli Stati Uniti o sotto il controllo di soggetti statunitensi, restano bloccati e vanno segnalati a OFAC. Anche le entità possedute per almeno il 50%, direttamente o indirettamente, da soggetti sanzionati risultano automaticamente bloccate.



