Il KIDS Act, approvato dalla Camera degli Stati Uniti il 29 giugno 2026 con 267 voti a favore, introduce l’obbligo di verifica dell’età su gran parte delle piattaforme online. Il dibattito riguarda ora anche il mondo crypto, per il legame tra identità digitale, dati personali e sistemi di verifica centralizzati.
Cosa prevede il KIDS Act
Il Kids Internet and Digital Safety Act, noto come KIDS Act, unisce diverse proposte già discusse al Congresso, tra cui il Kids Online Safety Act e il SCREEN Act. Il testo impone alle piattaforme che distribuiscono contenuti considerati dannosi per i minori l’adozione di una «technology verification measure», capace di stabilire se un utente ha «più probabilmente che no» meno di 18 anni. La violazione sarebbe trattata come pratica scorretta secondo il Federal Trade Commission Act, con sanzioni civili fino a 10.000 dollari per singola violazione.
L’obbligo di identità digitale al centro delle critiche
Diverse organizzazioni per i diritti digitali, tra cui la Electronic Frontier Foundation, sostengono che l’impianto normativo rischi di spingere gli utenti verso sistemi basati su documenti governativi o riconoscimento biometrico. Il timore è che questi meccanismi scoraggino la condivisione anonima di contenuti online, ben oltre l’ambito dei materiali per adulti. La versione approvata dalla Camera ha inoltre eliminato la clausola di «duty of care» presente nelle bozze precedenti, che avrebbe imposto alle piattaforme di progettare i servizi riducendo attivamente i rischi per i minori.
Perché il tema riguarda anche il settore crypto
A nostro avviso, l’espansione di sistemi di verifica dell’età su scala nazionale accende un parallelo diretto con le discussioni europee su MiCA e sugli obblighi di identificazione previsti per gli exchange regolamentati, dove il confine tra sicurezza degli utenti e centralizzazione dei dati resta un nodo aperto anche per il regolatore italiano.
Possibili scenari futuri
Il testo è ora all’esame del Senato degli Stati Uniti, dove la parte più discussa non riguarda la verifica dell’età, ma la componente relativa al Kids Online Safety Act. L’esito del voto al Senato determinerà se l’obbligo di verifica diventerà legge federale o resterà limitato ai singoli Stati che hanno già adottato normative simili.



