Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, ha avvertito che gli Stati Uniti si trovano a un punto di svolta fiscale, con una possibile crisi del debito stimata tra uno e cinque anni. L’investitore consiglia di ridurre l’esposizione alle obbligazioni e di allocare fino al 15% del portafoglio in oro, più una quota di Bitcoin.
I numeri del disavanzo e la stima di Dalio
In un post pubblicato su LinkedIn il 21 agosto 2026, Dalio ha collegato le recenti azioni del Tesoro statunitense, incluso l’annuncio del Segretario Scott Bessent su riacquisti di debito che potrebbero superare i 4 miliardi di dollari, a un quadro più ampio di difficoltà fiscale.
Gli Stati Uniti spendono circa il 40% in più di quanto incassano. Le entrate annuali si aggirano intorno a 5.500 miliardi di dollari, mentre le spese si avvicinano ai 7.500 miliardi. Se il governo fosse un’impresa, i pagamenti per il servizio del debito ammonterebbero a circa 11.000 miliardi di dollari, pari a circa il 200% delle entrate annuali.
Dalio ha dichiarato di essere «fiducioso che la situazione finanziaria del governo sia a un punto di svolta», aggiungendo che se il problema non viene affrontato ora, i debiti si accumuleranno a livelli ingestibili senza grande trauma. La sua stima temporale indica una crisi possibile in circa tre anni, con un margine di due anni in più o in meno, se il percorso attuale non cambia.
La ricetta di Dalio per evitare il trauma
L’investitore ha delineato un approccio in tre parti per ridurre il deficit al 3% del PIL: tagliare la spesa, aumentare le entrate fiscali e abbassare i tassi di interesse. Tutte e tre le misure dovrebbero essere attuate contemporaneamente per evitare che una sola risulti troppo gravosa.
Dalio ha spiegato che «Tutte e tre le fasi devono svolgersi contemporaneamente per evitare che una di esse diventi eccessiva. Se una qualsiasi di esse è troppo grande, l’adattamento sarà traumatico.». La logica è quella di distribuire il peso dell’aggiustamento su più leve, evitando che una singola misura drastica provochi shock economici.
Per prepararsi, Dalio consiglia agli investitori di rimanere sottopesati sulle obbligazioni, allocando fino al 10-15% del portafoglio in oro e mantenendo «un po’» di Bitcoin. La raccomandazione arriva in un contesto di crescente attenzione istituzionale verso gli asset alternativi come copertura contro il rischio di debito sovrano.
Cosa significa per gli investitori europei e italiani
L’analisi di Dalio non è una novità assoluta, ma arriva in un momento in cui i mercati stanno già prezzando tensioni fiscali crescenti negli Stati Uniti. Il riferimento ai riacquisti di debito del Tesoro, annunciati da Bessent, collega la preoccupazione dell’investitore a un’azione concreta e recente, non a una proiezione astratta.
Il quadro statunitense offre uno specchio utile. L’Unione Europea ha affrontato negli anni scorsi propri problemi di debito e stabilità fiscale, con la normativa MiCA che ha introdotto regole più stringenti anche per gli emittenti di stablecoin. La differenza è che mentre l’Europa ha scelto un percorso di regolamentazione preventiva, gli Stati Uniti si trovano ora a gestire un disavanzo che Dalio descrive come strutturalmente insostenibile.
La raccomandazione di allocare una quota in oro e Bitcoin riflette una logica di diversificazione che non è nuova, ma che assume un peso diverso quando arriva da uno dei gestori più influenti al mondo. Non si tratta di una previsione catastrofica, ma di un invito a non sottovalutare il rischio di un aggiustamento fiscale che, se ritardato, potrebbe diventare traumatico.


