Jon von Tetzchner, CEO di Vivaldi e co-fondatore di Opera, ha dichiarato che le criptovalute avrebbero dovuto essere vietate. Secondo l’imprenditore norvegese, gli asset digitali vengono utilizzati per esercitare un’influenza politica eccessiva, in assenza di una regolamentazione adeguata.
La posizione di von Tetzchner sulle crypto
In un recente post sui social media, von Tetzchner ha scritto che «ci sono conseguenze dalla mancanza di regolamentazione». Il riferimento riguarda direttamente le criptovalute, indicate come strumento capace di amplificare il peso politico di alcuni attori.
Von Tetzchner ha accostato il tema crypto a un altro ambito digitale già discusso: la profilazione degli utenti per pubblicità e algoritmi di contenuto. «Avremmo dovuto vietare la profilazione degli utenti per annunci e algoritmi di contenuto. Non lo abbiamo fatto, e viviamo con le conseguenze sulle nostre società e sulla democrazia», ha scritto.
Il CEO di Vivaldi ha poi allargato la riflessione all’intelligenza artificiale, osservando che alcune aziende del settore chiedono esse stesse una regolamentazione. «Ora le aziende di AI, un po’ come quelle dei social media, chiedono di essere regolate, perché non sembrano capaci di fermarsi da sole. Cosa fare?», si è chiesto.
Una critica di lunga data alle criptovalute
Von Tetzchner non è nuovo a posizioni severe sul settore. Già nel gennaio 2022 aveva pubblicato un articolo approfondito per spiegare perché Vivaldi non avrebbe seguito altri browser nell’integrazione di funzioni legate alle criptovalute.
In quell’occasione aveva scritto: «Se guardate oltre l’hype, non trovate altro che uno schema piramidale travestito da moneta». Von Tetzchner aveva sostenuto che la volatilità estrema impedisce alle criptovalute di funzionare in modo efficace come strumento monetario, criticando anche il consumo energetico di Bitcoin e mettendo in dubbio l’esistenza di applicazioni pratiche utili nel mondo reale.
Vivaldi ha escluso l’integrazione di un wallet crypto nativo nel browser. Secondo il fondatore, un’operazione simile avrebbe incoraggiato gli utenti a partecipare a qualcosa che definisce «nel migliore dei casi una scommessa, nel peggiore una truffa». Il contrasto con Opera, browser da lui co-fondato e oggi orientato con decisione verso funzionalità Web3 e crypto, resta significativo.
Il fronte parallelo sull’intelligenza artificiale
Von Tetzchner applica un approccio altrettanto rigido all’intelligenza artificiale generativa. Nell’agosto 2025 aveva annunciato che Vivaldi avrebbe resistito alla corsa del settore verso browser trasformati in assistenti AI.
L’azienda ha confermato di non voler integrare chatbot basati su modelli linguistici, sistemi di riassunto automatico o funzionalità simili di AI generativa. Entro la fine del 2025, secondo von Tetzchner, i sondaggi interni di Vivaldi avevano mostrato una resistenza netta degli utenti verso l’integrazione di AI nel browser.
Il dirigente ha criticato i browser concorrenti per aver destinato risorse ad assistenti AI invece che a miglioramenti tradizionali del prodotto. Vivaldi dichiara oggi oltre 4,2 milioni di utenti attivi e più di 2,5 milioni di membri nella propria community.

