Garrett Jin, fondatore dell’ormai defunto exchange BitForex, ha trasferito 17 milioni di token WLFI (pari a circa 1,01 milioni di dollari) verso Binance. Il movimento, individuato dall’analista on-chain EmberCN alcune ore fa, alimenta le ipotesi di una possibile vendita imminente, che per Jin potrebbe tradursi in una perdita stimata attorno al 40% rispetto al prezzo di acquisto originario.
Secondo la ricostruzione di EmberCN, lo stesso indirizzo riconducibile a Jin aveva prelevato da Binance ben 313 milioni di WLFI nel mese di febbraio, quando il token quotava intorno a 0,10 dollari, per un controvalore complessivo di circa 31,89 milioni di dollari. Oggi WLFI si attesta invece a 0,05952 dollari, in rialzo del 3,38% nelle ultime 24 ore: un livello comunque ben distante dal prezzo di ingresso originario, motivo per cui un’eventuale vendita a questi valori comporterebbe una perdita rilevante per Jin.
Cosa possiamo capire da questo movimento
Il movimento arriva in un momento in cui BitForex resta sotto osservazione per le accuse di attività fraudolente che l’hanno colpita, con il blocco dei prelievi degli utenti avvenuto agli inizi del 2024. L’operazione di Jin potrebbe riflettere un bisogno di liquidità oppure il tentativo di limitare le perdite su un asset in svalutazione. In generale, i grandi depositi verso gli exchange vengono spesso interpretati dagli operatori come un segnale anticipatore di vendite, capace di esercitare pressione al ribasso sul prezzo del token.
Per chi detiene WLFI, l’episodio è un promemoria dei rischi legati a token associati a figure controverse del settore. Conferma inoltre quanto il monitoraggio dei dati on-chain sia diventato uno strumento prezioso per anticipare i movimenti di mercato, soprattutto per asset che hanno già mostrato una storia di prezzo particolarmente volatile.


