L’autorità antiriciclaggio australiana AUSTRAC ha ordinato all’operatore Cryptolink di disattivare tutti i propri sportelli automatici per Bitcoin, disponendo una sospensione della durata di tre mesi. Il provvedimento, sanzionatorio, è legato a gravi carenze nel rispetto degli obblighi di segnalazione previsti dalla normativa antiriciclaggio.
Secondo quanto comunicato dal regolatore, infatti, Cryptolink non avrebbe rispettato in modo adeguato gli obblighi di reportistica richiesti agli operatori che gestiscono la conversione tra contante e criptovalute. Gli obblighi sono considerati cruciali proprio perché i bancomat crypto sono un punto di snodo particolarmente sensibile nella prevenzione del riciclaggio di denaro: permettono infatti di trasformare rapidamente valuta fisica in asset digitali, spesso con controlli meno stringenti rispetto ai canali bancari tradizionali.
Il risultato pratico è che i clienti di Cryptolink a Sydney, Melbourne e Brisbane si sono trovati improvvisamente impossibilitati a utilizzare gli sportelli per acquistare o vendere Bitcoin, dovendo rivolgersi a exchange online o ad altri operatori del settore per continuare le proprie operazioni.
Dall’Australia arriva un segnale per tutto il comparto
Questo intervento non riguarda solo Cryptolink, ma è un chiaro avvertimento per l’intero settore dei bancomat crypto operanti in Australia. Le autorità del Paese hanno già dimostrato in passato, come nel caso Block Earner deciso dall’Alta Corte, una linea piuttosto rigida nei confronti degli operatori del settore digitale che non rispettano gli standard normativi.
È plausibile che altri operatori di ATM Bitcoin decidano ora di rafforzare volontariamente i propri sistemi di compliance e reportistica, proprio per evitare di incorrere in provvedimenti simili. Non è inoltre da escludere che AUSTRAC decida di estendere i controlli anche ad altri player del mercato, in un contesto in cui la sorveglianza sulle infrastrutture di conversione cripto-contante sembra destinata a intensificarsi.
Il caso Cryptolink si inserisce infatti in un contesto piuttosto complicato, che vede le autorità di regolamentazione di tutto il mondo focalizzare i propri sforzi sui punti di contatto tra economia tradizionale e criptovalute. I bancomat Bitcoin, per la loro capacità di offrire un accesso rapido e diretto agli asset digitali, restano un terreno di osservazione privilegiato per chi si occupa di prevenire abusi finanziari…



