Ethereum: gli sviluppatori propongono un taglio alle ricompense di staking

Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato da
Roberto Rais
Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
Giornalista
Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.
ethereum proposta burning

Sei tra i principali ricercatori e sviluppatori di Ethereum (Jérôme de Tychey, Justin Drake, dapplion, pintail, pa7x1 e Ladislaus von Daniels) hanno presentato poche ore fa una bozza di proposta che prevede di bruciare una quota crescente delle ricompense dei validatori man mano che aumenta la quantità di ETH messa in staking, fino ad azzerare l’emissione netta a livello di consensus layer quando lo staking raggiunge circa la metà della supply totale di ETH.

Aggiungi CryptoNews.it come fonte preferita su Google

La bozza, indicata come EIP-8361 e intitolata “Tapered Issuance Burn“, prevede il burning di una frazione crescente delle ricompense di ogni validatore (per attestazioni, proposte di blocco e compiti di sync-committee) a ogni evento. La percentuale sale dallo 0% al 100% man mano che il rapporto di staking si avvicina a un nuovo parametro chiamato SATURATION_BALANCE, fissato a circa 60,25 milioni di ETH, ovvero circa la metà dell’attuale supply di ETH.

La modifica entrerebbe in vigore gradualmente, nell’arco di circa 18 mesi, anziché in un’unica soluzione.

Che cosa potrebbe accadere se la proposta fosse validata

Secondo gli autori, l’attuale curva di ricompensa di Ethereum continua a remunerare i validatori anche vicino al 100% di staking. Con la crescita costante dei finanziamenti istituzionali verso Ethereum, gli autori sostengono che, senza intervento, il modello attuale rischierebbe di spingere il rendimento netto di staking verso un livello minimo che non rispecchierebbe più alcuna reale esigenza di sicurezza della rete, diluendo nel frattempo i possessori di ETH che non fanno staking. Di qui, la decisione di valutare un simile cambio di rotta.

Attenzione, però. Ricordiamo ai nostri lettori che non è la prima volta che i ricercatori di Ethereum cercano di arginare la crescita incontrollata dello staking: l’EIP-7514, attivo dall’upgrade Dencun del 2024, aveva già posto un tetto al numero di nuovi validatori ammissibili per epoca, proprio per rallentare l’avvicinamento al 50% di staking ratio.

Quel limite ha guadagnato tempo, ma lo staking ha continuato a crescere, raggiungendo circa un terzo della supply a fine luglio. L’EIP-8361 punta invece direttamente sulla ricompensa anziché sul tasso di ingresso dei validatori.

Condividiamo infine che il rendimento netto del consensus layer, oggi intorno al 2,6%, potrebbe scendere verso l’1,1-1,2% se il meccanismo fosse già attivo, sebbene la transizione graduale di 18 mesi attenuerebbe il calo iniziale. Alcuni membri della community hanno però sollevato dubbi, che sono destinati ad alimentarsi nelle prossime settimane. C’è per esempio chi giudica il tempo a disposizione per la revisione insufficiente rispetto alla scadenza del 6 agosto per proporre EIP per il prossimo upgrade Hegotá, e chi (come il fondatore di Aave, Stani Kulechov) teme che il meccanismo renda il rendimento di staking troppo imprevedibile per gli investitori istituzionali, minando l’economicità di strategie DeFi basate sul prestito di ETH.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale. Per maggiori dettagli sulla nostra policy editoriale, leggi il disclaimer completo.
Condividi
Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
Giornalista
Seguimi
Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.