La Corea del Sud si avvia verso una svolta normativa sul fronte digitale. La Financial Services Commission (FSC), l’autorità di vigilanza finanziaria del Paese, starebbe infatti lavorando insieme al partito di maggioranza Democratico a un testo unico, il Digital Asset Basic Act, destinato a mettere ordine in un quadro legislativo finora frammentato. Ma che cosa contiene?
Secondo un’anticipazione del quotidiano Edaily, la FSC avrebbe comunicato all’Assemblea Nazionale, in vista di un briefing, l’intenzione di presentare una proposta consolidata che copra l’emissione e la circolazione delle stablecoin, le regole per le attività legate agli asset digitali, i requisiti di accesso per gli exchange, gli obblighi di trasparenza, i controlli interni e gli standard di resilienza dei sistemi.
L’iniziativa nasce dalla necessità di sbloccare una situazione di stallo: al momento sono ben dieci le proposte di legge su cripto e stablecoin già depositate in Parlamento, ma le divergenze tra le forze politiche hanno finora impedito di definire il secondo pilastro della regolamentazione cripto sudcoreana. Una proposta congiunta tra governo e maggioranza potrebbe offrire una base comune su cui negoziare. Restano però alcuni nodi cruciali da sciogliere. In particolare, se gli emittenti di stablecoin denominate in won debbano essere controllati a maggioranza da banche, e se debbano essere introdotti limiti di proprietà per i grandi exchange. La FSC non ha ancora comunicato tempi né modalità precise per la presentazione del testo definitivo.
L’opposizione tenta di abolire la tassa sulle cripto
Intanto, la Commissione Finanze e Pianificazione Economica dell’Assemblea Nazionale doveva calendarizzare una proposta dell’opposizione volta ad abolire la tassa sui redditi da criptovalute prima della sua entrata in vigore, prevista per il 1° gennaio 2027.
Il testo, presentato lo scorso 19 marzo dal parlamentare del People Power Party Song Eon-seok, punta a cancellare la norma che tassa i proventi derivanti dal trasferimento o dal prestito di asset digitali. Se calendarizzato, il provvedimento passerà all’esame della sottocommissione fiscale competente. Anche una petizione popolare per l’abrogazione, sostenuta da oltre 50.000 firme, attende di essere esaminata da un’apposita sottocommissione, sebbene entrambe le commissioni non siano ancora pienamente costituite e non esistano date certe per la discussione.
Dal 1° gennaio 2027, i redditi da trasferimento o prestito di criptovalute che superano i 2,5 milioni di won l’anno (circa 1.700 dollari) saranno soggetti a un’aliquota del 20%, a cui si aggiunge un ulteriore 2% di imposta locale. Governo e maggioranza sostengono l’applicazione della tassa, mentre l’opposizione la giudica iniqua, perché penalizzerebbe gli investitori in cripto rispetto a chi investe in azioni, generalmente esente. Il Ministero delle Finanze ha già confermato, lo scorso 7 maggio, che la tassa entrerà in vigore dopo vari rinvii.



