USDT diventa la prima stablecoin ammessa ufficialmente sul mercato regolamentato russo. La Duma di Stato ha approvato il 21 luglio 2026 la legge “Sulle valute digitali e i diritti digitali”, che entrerà in vigore dal 1 settembre 2026.
Cosa prevede la nuova legge russa sulle crypto
Il testo approvato in seconda e terza lettura riconosce le criptovalute come proprietà tutelabile per via giudiziaria, ma mantiene il divieto di utilizzarle come mezzo di pagamento nei confronti interni. Il rublo resta l’unica valuta legale sul territorio nazionale, mentre gli operatori del commercio estero potranno usare crypto per regolare transazioni transfrontaliere senza limiti quantitativi.
Perché solo Bitcoin, Ethereum e USDT
La Banca Centrale russa ha fissato criteri molto rigidi per l’ammissione degli asset digitali: capitalizzazione media superiore a 5.000 miliardi di rubli e volumi di scambio giornalieri oltre i 1.000 miliardi di rubli, mantenuti per almeno due anni. Il vicegovernatore Vladimir Chistyukhin ha confermato che, al momento, solo Bitcoin, Ethereum e USDT soddisfano questi parametri, escludendo di fatto altre stablecoin come USDC e reti come Solana, BNB o Tron come asset autonomi. Gli investitori non qualificati potranno acquistare crypto fino a un tetto annuo di 300.000 rubli, circa 3.800 dollari, e dovranno superare un test di valutazione del rischio prima di operare.
Il ruolo di Tether nel nuovo assetto regolamentare
Dal punto di vista del mercato, la scelta pesa parecchio: secondo i dati on-chain, USDT rappresenta oggi circa 184,1 miliardi di dollari in circolazione, pari al 59,2% dell’intero mercato delle stablecoin, e quasi la metà di questo controvalore, circa 89,3 miliardi di dollari, si trova sulla rete Tron. Chi in Russia utilizzava già USDT come riferimento informale per il dollaro digitale si ritrova ora con uno strumento riconosciuto, anche se sottoposto a vincoli operativi stringenti su exchange, broker e custodi, che dovranno ottenere una licenza dalla Banca Centrale entro il 1 luglio 2027.
Un vincolo pesante sui wallet non custoditi
La norma introduce inoltre restrizioni severe sui cosiddetti wallet “cold”, dove l’utente conserva in autonomia le chiavi private. Solo le aziende impegnate nel commercio estero potranno trasferire fondi direttamente su questi wallet, mentre i risparmiatori privati dovranno prima passare attraverso un custode estero regolamentato. Chi conosce il detto italiano «fidarsi è bene, non fidarsi è meglio» capisce bene lo spirito di questa impostazione: Mosca concede l’accesso alle crypto, ma tiene le redini ben strette in mano, evitando che il controllo sui capitali sfugga di mano attraverso l’autocustodia.
Cosa cambia per chi detiene USDT in Russia
La maggior parte delle disposizioni entrerà in vigore dal 1 settembre 2026, ma la piena operatività del sistema, con le prime attività regolamentate degli intermediari, è attesa non prima dei primi mesi del 2027. Fino ad allora, i detentori di USDT restano in una fase di transizione, con regole più chiare sulla carta ma ancora da verificare nella pratica quotidiana degli scambi.



