L’investitore Ross Gerber accusa Donald Trump di aver contribuito al crollo di Bitcoin. Il commento arriva dopo la disclosure finanziaria che rivela oltre 1,4 miliardi di dollari di guadagni crypto del presidente nel 2025.
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L’accusa di Gerber
Ross Gerber, CEO di Gerber Kawasaki Wealth and Investment Management e noto investitore Tesla, ha pubblicato su X un commento diretto il 1° luglio 2026. «This is why Bitcoin went down and isn’t going anywhere… the grift is real», ha scritto. Una frase breve, secca – pensata per colpire.
Gerber collega il crollo del prezzo ai guadagni personali di Trump nel settore crypto. Non è la prima volta che l’investitore critica pubblicamente le dinamiche del mercato digitale legate alla Casa Bianca.
I numeri della disclosure
La disclosure finanziaria del presidente, pubblicata martedì 30 giugno 2026, mostra guadagni superiori a 1,4 miliardi di dollari da attività crypto nel 2025. Quasi 800 milioni di dollari provengono da World Liberty Financial, il progetto DeFi co-fondato da Trump e dai figli. Altri 635 milioni arrivano dalle royalty sulla vendita del memecoin TRUMP.
Chi segue il mercato crypto sa che questi numeri arrivano in un momento delicato: Bitcoin ha aperto il 1° luglio al livello più basso in oltre 21 mesi, sotto la soglia dei 58.000 dollari. Non è un dettaglio secondario: la coincidenza temporale tra la disclosure e il ribasso alimenta il dibattito sui conflitti di interesse legati alla presidenza.
Il contesto del ribasso
Il calo di Bitcoin non nasce isolato. Citigroup ha abbassato le previsioni a 12 mesi sia su Bitcoin che su Ethereum il 30 giugno 2026, citando un debole appetito degli investitori e flussi negativi sugli ETF. Il mercato crypto, quindi, sta attraversando settimane complesse su più fronti, non solo quello legato alle critiche di Gerber.
La disclosure resta un documento ufficiale richiesto dall’Office of Government Ethics. Non sono previsti al momento ulteriori chiarimenti pubblici da parte della Casa Bianca sul commento di Gerber.
Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria.



