I policymaker della BCE hanno valutato alla riunione di luglio che un altro rialzo dei tassi sarebbe probabilmente necessario per riportare l’inflazione al 2%, salvo un miglioramento significativo dell’outlook. Il verbale è stato pubblicato il 27 agosto.
Cosa dice il verbale della riunione di luglio
Il Consiglio direttivo ha discusso la possibilità di un ulteriore aumento dei tassi di interesse, ritenendo che sarebbe stato probabilmente necessario per riportare l’inflazione al target del 2%. La decisione finale resta però dipendente dai dati economici in arrivo.
«Sebbene le decisioni rimangano dipendenti dai dati, un ulteriore aumento dei tassi sarebbe probabilmente necessario a meno che le prospettive di inflazione non migliorino in modo significativo.», si legge nel verbale. La formulazione indica una posizione restrittiva mantenuta, con la porta aperta a un ulteriore rialzo se i dati sull’inflazione non dovessero mostrare progressi sufficienti.
Le implicazioni per i mercati e l’Italia
Il messaggio del verbale è chiaro: la Banca centrale europea non ha escluso ulteriori rialzi, ma ha legato la decisione all’evoluzione dei dati sull’inflazione. Per i mercati europei, questo significa che la politica monetaria resterà restrittiva finché l’inflazione non sarà tornata stabilmente verso il 2%.
Per l’Italia, il quadro è rilevante perché un rialzo dei tassi aumenterebbe il costo del debito pubblico e privato. Le famiglie con mutui a tasso variabile e le imprese con prestiti indicizzati sentirebbero l’impatto più immediato. Al contempo, un’inflazione che non scende mette sotto pressione il potere d’acquisto, rendendo il trade-off tra stabilità dei prezzi e crescita sempre più delicato.


