Poco fa la società giapponese Metaplanet, quotata a Tokyo e nota per la sua strategia di accumulo di Bitcoin, ha spostato 3.881 BTC (ovvero, circa 247 milioni di dollari al cambio attuale) attraverso cinque transazioni distinte, nell’arco di sole tre ore. A rilevarlo sono stati gli analisti on-chain di Arkham, che seguono da tempo i movimenti dei wallet legati all’azienda.
Le operazioni si sono svolte in due tranche, con due spostamenti di denaro da circa 1.274 e 1.134 BTC nell’ultima ora monitorata, e altri tre movimenti precedenti da circa 1.183, 269 e 21 BTC. Il valore medio implicito delle transazioni, poco sopra i 63.700 dollari per BTC, rispecchia le quotazioni di mercato della settimana.
Naturalmente, è sempre bene chiarire che non si tratta di nuovi acquisti, perché le riserve complessive di Metaplanet restano ferme a 43.000 BTC dal 2 luglio, data dell’ultimo acquisto dichiarato pubblicamente. I Bitcoin spostati poco fa erano quindi già in portafoglio. Il prezzo medio di carico di quei 43.000 BTC si aggira intorno ai 96.191 dollari, mentre il Bitcoin martedì viaggiava vicino ai 64.190 dollari, in calo di circa il 46% su base annua. Il risultato è una perdita non realizzata di quasi 1,4 miliardi di dollari, pari a circa il 34% del valore della posizione.
Ricordiamo anche che un episodio simile si era già verificato il 17 marzo scorso, quando Metaplanet aveva spostato 4.986 BTC (circa 368 milioni di dollari) da wallet inattivi da mesi, senza fornire alcuna spiegazione ufficiale. In quell’occasione il titolo a Tokyo perse circa il 12% in giornata.
Perché è segno che qualcosa si sta muovendo
Il movimento da parte di Metaplanet arriva in un momento piuttosto difficile per le società che detengono Bitcoin in bilancio. Strategy, il principale detentore corporate al mondo, sta per esempio affrontando perdite non ancora realizzate stimate tra 10,8 e 14,5 miliardi di dollari nell’ultimo anno, mentre le perdite complessive del settore nel 2026 sfiorerebbero i 62 miliardi di dollari. Anche Metaplanet ha già contabilizzato l’impatto, con una perdita netta trimestrale di circa 725 milioni di dollari, dovuta principalmente a svalutazioni contabili sul Bitcoin detenuto, non a vendite effettive.
Per ora la ragione dietro questi trasferimenti resta ignota. Potrebbe dunque trattarsi di semplice gestione della custodia, di una risposta alla pressione finanziaria, o del preludio a una vendita. Solo eventuali comunicazioni ufficiali o movimenti verso wallet di exchange noti potranno chiarire il quadro…



