La Russia vuole arrestare Pavel Durov, accusato di terrorismo

foto copertina autore cryptonews Umberto
Articolo scritto e verificato da
Umberto Gelmini
foto copertina autore cryptonews Umberto
Articolo scritto e verificato daUmberto Gelmini
Fondatore e giornalista
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del...
Pavel Durov ricercato in Russia per terrorismo

L’FSB russo ha accusato Pavel Durov di favoreggiamento del terrorismo, inserendo il fondatore di Telegram nella lista dei ricercati internazionali. La notizia arriva mentre l’app resta centrale nell’ecosistema legato al token toncoin.

Aggiungi CryptoNews.it come fonte preferita su Google

L’accusa dei servizi di sicurezza russi

Il Servizio federale di sicurezza russo (FSB) ha reso noto in un comunicato di aver emesso un mandato di arresto internazionale contro Pavel Durov, 41 anni, fondatore russo di Telegram. Secondo l’agenzia, Durov non avrebbe rimosso «numerosi canali, chat e bot» utilizzati dai servizi speciali ucraini e da organizzazioni terroristiche ed estremiste per pianificare atti di sabotaggio, terrorismo, omicidi di massa e cyber-frodi. L’FSB ha citato in particolare una chat di incontri sfruttata, secondo l’accusa, per reclutare cittadini russi con l’inganno e coinvolgerli in operazioni di sabotaggio.

Un fondatore già sotto processo in Francia

Durov non è nuovo a procedimenti giudiziari legati alla gestione dei contenuti sulla piattaforma. È infatti sotto indagine formale a Parigi dal 2024 per il presunto mancato contrasto ad attività criminali sull’app, incluso l’abuso su minori. Il fondatore, che detiene cittadinanza francese ed emiratina, ha sempre respinto le accuse.

Chi conosce la storia di Durov sa che tra Mosca e il suo fondatore corre acqua avvelenata da tempo: lasciò la Russia nel 2014 dopo essersi rifiutato di consegnare ai servizi di sicurezza russi i dati di alcuni utenti ucraini di VKontakte, il social network che aveva co-fondato nel 2007. Da allora Telegram è stata trasferita a Dubai, con Durov che ne ha fatto una bandiera di resistenza al controllo statale.

Il legame con toncoin e l’ecosistema crypto

Telegram resta strettamente collegato a toncoin, la criptovaluta nata all’interno della piattaforma e oggi gestita da una community open source dopo le contestazioni regolatorie ricevute negli Stati Uniti. Durov ha continuato a integrare funzionalità legate a ton nell’app, richiedendo che la pubblicità sulla piattaforma venga pagata proprio in questa criptovaluta.

A nostro avviso, la vicenda mostra quanto il destino di un progetto crypto possa restare legato a doppio filo alle vicende personali e giudiziarie del suo fondatore, un aspetto che il mercato retail italiano ha già imparato a osservare con attenzione dopo casi simili. Non è un dettaglio secondario: significa che ogni sviluppo legale su Durov può riflettersi sulla fiducia degli utenti verso toncoin.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale.
Condividi
foto copertina autore cryptonews Umberto
Articolo scritto e verificato daUmberto Gelmini
Fondatore e giornalista
Seguimi
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del settore delle criptovalute.Da anni segue in prima persona l'evoluzione dei mercati digitali, con una specializzazione in analisi on-chain, ecosistemi DeFi e tecnologia blockchain. La sua attività di ricerca lo ha portato a monitorare quotidianamente trend di mercato, sviluppi normativi e innovazioni nel panorama crypto globale, con l'obiettivo di tradurre informazioni complesse in contenuti chiari, verificati e utili per il pubblico Italiano.Appassionato di intelligenza artificiale applicata alla finanza decentralizzata e di sviluppo web, integra competenze tecniche e analitiche nella produzione dei contenuti pubblicati su CryptoNews.it.