Trasferimenti Bitcoin ai massimi dai tempi di FTX: l’effetto dell’hack Coldcard

Roberto Rais autore cryptonews.it
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Roberto Rais
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Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.
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Il mercato Bitcoin sta vivendo un momento particolare: i trasferimenti di piccoli importi hanno toccato il livello più alto dal crollo di FTX, mentre la comunità crypto fa i conti con una violazione di sicurezza che ha coinvolto i wallet hardware Coldcard.

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Secondo i dati raccolti da Julio Moreno, responsabile della ricerca di CryptoQuant, venerdì sono stati spostati 39.600 BTC in transazioni inferiori a 1 BTC. Una cifra che si avvicina molto al volume registrato il 16 novembre 2022, pochi giorni dopo il fallimento di FTX, quando furono movimentati 39.900 BTC in piccoli trasferimenti. Un parallelismo che non è passato inosservato tra gli analisti.

L’hack Coldcard continua a mietere vittime

Alla base di questo fenomeno c’è un incidente di sicurezza emerso a fine luglio, di cui abbiamo parlato più volte negli ultimi giorni e che ha coinvolto i wallet Coldcard. Secondo Galaxy Research, la divisione di ricerca di Galaxy Digital, l’ultima ondata dell’attacco ha sottratto 207,7 BTC, per un valore di circa 13,2 milioni di dollari. Il totale stimato del furto sale così a 1.367 BTC, pari a circa 88,6 milioni di dollari, distribuiti su 4.585 indirizzi diversi.

Alex Thorn, responsabile della ricerca aziendale di Galaxy Digital, ha avvertito che l’attacco non è ancora stato contenuto, invitando chi non lo avesse già fatto a spostare immediatamente i propri fondi dagli indirizzi generati da Coldcard. Il team di Galaxy continua a monitorare sia gli indirizzi delle vittime sia quelli sospetti, grazie anche alle segnalazioni degli utenti colpiti.

Secondo Moreno, l’aumento dei piccoli trasferimenti riflette una maggiore prudenza da parte dei singoli holder: non si registrava un volume simile in una sola giornata dai tempi del crollo di FTX. Un segnale che, a suo dire, indica un atteggiamento proattivo degli utenti nella gestione dei propri fondi.

Il dibattito sul self-custody si riaccende

L’episodio ha riacceso la discussione sui rischi e i vantaggi dell’autocustodia. Nick Neuman, CEO della società di sicurezza Casa, ha respinto l’idea che questi episodi segnino la fine del self-custody, sottolineando come la natura distribuita dei wallet Bitcoin dia agli utenti il tempo necessario per reagire in caso di problemi.

Di parere diverso Eric Balchunas, analista ETF di Bloomberg, secondo cui per molti investitori i prodotti regolamentati come gli ETF su Bitcoin offrono maggiore sicurezza e comodità rispetto ai wallet autogestiti.

Altre voci del settore hanno invitato alla cautela nel generalizzare, ricordando che la vulnerabilità riguarda un singolo produttore di hardware wallet e non l’autocustodia nel suo complesso, sottolineando anche l’importanza del monitoraggio in tempo reale per individuare rapidamente movimenti sospetti.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale.
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