La polizia ellenica ha arrestato 17 persone nel nord della Grecia per un presunto schema di investimento in criptovalute che avrebbe raccolto oltre 8 milioni di dollari da almeno 10.000 persone.
L’operazione, condotta dalla sottodirezione investigativa di Katerini dopo mesi di indagini, ha portato a perquisizioni coordinate in diverse regioni del paese il 2 ottobre.
La promessa che ha attirato migliaia di persone
Il gruppo prometteva agli investitori di raddoppiare il capitale iniziale in appena 50 giorni, presentando il trading di criptovalute assistito da intelligenza artificiale come un’opportunità a basso rischio. La struttura, secondo le autorità, seguiva uno schema piramidale classico: i partecipanti venivano incentivati a reclutare nuovi investitori in cambio di rendimenti più elevati, un meccanismo che ha permesso alla rete di crescere rapidamente attraverso una piattaforma online attiva da circa un anno. Ogni investitore ha versato in media circa 800 euro, un importo contenuto che ha facilitato l’adesione di un numero molto ampio di persone.
Chi sono gli arrestati e dove sono avvenute le perquisizioni
Tra i 17 arrestati figurano nove membri delle forze armate greche, con due sottufficiali che le autorità ritengono abbiano svolto un ruolo di guida all’interno dell’organizzazione. Un fascicolo separato è stato aperto anche per altre nove persone non ancora sottoposte ad arresto. Le perquisizioni hanno interessato diverse aree del territorio greco, tra cui Pieria, Larissa, Mitilene, Patrasso, Giannina, Komotini, Preveza, Kavala e la regione dell’Attica attorno ad Atene. Gli agenti hanno sequestrato circa 280.000 euro in contanti insieme a numerosi dispositivi elettronici utilizzati per gestire la piattaforma e i contatti con gli investitori.
Il blocco dei prelievi e le prime vittime identificate
Negli ultimi tempi il gruppo avrebbe bloccato la funzione di prelievo sulla piattaforma, un dettaglio che spesso segnala la fase finale di questo tipo di schemi, quando gli organizzatori smettono di restituire fondi ai partecipanti. Nel corso dell’indagine preliminare, gli investigatori hanno già identificato 18 vittime che hanno dichiarato di aver investito complessivamente 55.970 euro, una cifra che rappresenta solo una frazione del danno complessivo stimato, destinata probabilmente a crescere con il prosieguo delle indagini.
Gli indagati sono stati condotti davanti al pubblico ministero di Katerini e successivamente rinviati ai giudici istruttori per rendere testimonianza, con le prime udienze fissate per sabato. Le accuse formali comprendono partecipazione ad associazione criminale, frode e riciclaggio di denaro.
Una lezione che si ripete troppo spesso
Chi promette di raddoppiare i risparmi in appena 50 giorni, senza rischio e con il solo aiuto di un algoritmo, dovrebbe accendere più di un campanello d’allarme: la fretta è una cattiva consigliera, specialmente quando di mezzo ci sono i propri soldi. Questo caso dimostra ancora una volta come il richiamo dell’intelligenza artificiale applicata al trading continui a essere uno strumento efficace per attirare vittime, anche in contesti dove ci si aspetterebbe maggiore prudenza, come tra chi indossa un’uniforme.

