MoonPay ha lanciato PayBox, il suo nuovo strumento di pagamento e portafoglio basato sull’intelligenza artificiale, direttamente all’interno di Grok, il chatbot di X. Il servizio è disponibile a livello globale e permette agli utenti di effettuare transazioni in criptovaluta su diverse blockchain senza uscire dalla conversazione con l’AI.
Il funzionamento è semplice: l’utente chiede a Grok di eseguire un’operazione, l’assistente prepara la transazione e la conferma avviene tramite passkey, con il trasferimento di fondi gestito in automatico. Oltre alle operazioni in criptovalute, PayBox integra anche Kamino, protocollo di lending su Solana, per generare rendimento su USDC, la stablecoin di Circle. Grok può inoltre essere usato per attività non finanziarie, come prenotare voli o ristoranti.
Non è la prima mossa di MoonPay in questa direzione: pochi giorni prima aveva già introdotto funzioni di prestito crypto utilizzabili tramite ChatGPT e Claude, per ora riservate agli utenti fuori da Stati Uniti, Regno Unito, Unione Europea e Australia. A luglio l’azienda aveva lanciato una piattaforma dedicata a imprese e istituzioni per lo scambio di asset digitali su oltre 200 reti, dopo aver già rilasciato in precedenza strumenti che consentono ad agenti AI di gestire wallet e operazioni di trading in autonomia.
La corsa al commercio agentico
L’operazione si inserisce in un trend più ampio che sta ridefinendo il ruolo dei chatbot AI, non più semplici assistenti conversazionali ma veri esecutori di operazioni finanziarie. Negli ultimi due anni protagonisti come Coinbase, Stripe, Visa e Mastercard hanno lanciato iniziative simili: da x402 di Coinbase, pensato per i pagamenti in stablecoin tra agenti AI, fino a Intelligent Commerce di Visa e Agent Pay di Mastercard, entrambi orientati agli acquisti tramite credenziali tokenizzate. Anche Circle ha fatto la sua parte con Circle Agent Stack, un set di wallet e strumenti pensati per far gestire USDC agli agenti AI secondo regole predefinite.
Per chi segue da vicino l’evoluzione della DeFi e dei protocolli di pagamento, l’ingresso di X in questo scenario conferma quanto il settore stia puntando sull’automazione basata su AI. Resta però da capire come si muoveranno i regolatori europei rispetto a queste nuove forme di intermediazione: un tema su cui vale la pena tenere d’occhio anche la sezione regolamentazione del nostro sito.


