Mentre scriviamo questo articolo UNI scambia intorno a 4,37 dollari, in calo del 4,06% nelle ultime 24 ore. La struttura resta bearish nel breve periodo, con resistenza in area 4,68 dollari già respinta due giorni fa e supporto chiave a 3,14 dollari. L’RSI giornaliero, in zona neutra ma con curva discendente, non esclude ulteriore debolezza se la pressione di vendita dovesse intensificarsi.
Ricordiamo che, nato nel 2018 dall’idea di Hayden Adams, Uniswap resta il protocollo di riferimento tra gli exchange decentralizzati costruiti su Ethereum. Il meccanismo di market making automatizzato continua a garantire liquidità senza intermediari, un vantaggio competitivo che si riflette anche nelle recenti novità del prodotto, come la funzione Earn per depositare USDC, USDT ed ETH direttamente dal wallet.
Cosa dicono le previsioni di prezzo per i prossimi anni
Secondo le stime raccolte, UNI potrebbe chiudere il 2026 con un massimo di 5,21 dollari, per poi muoversi nella fascia 5,57-6,74 dollari nel 2027. Le proiezioni più a lungo termine indicano una crescita progressiva fino a un intervallo di 12,14-13,50 dollari nel 2032.
Naturalmente, molto (o tutto) dipenderà da quanto Uniswap rimarrà rilevante nel mondo DeFi. La domanda non riguarda peraltro solo il prezzo, ma il ruolo strutturale del protocollo. Uniswap continua a essere tra i principali riferimenti quando si parla di finanza decentralizzata, e la sua governance tramite il token UNI resta un caso di studio per chi vuole capire come funzionano i migliori exchange decentralizzati oggi disponibili.
$10, $50 o $100: cosa è realistico aspettarsi
Un ritorno sopra i 10 dollari appare plausibile solo con una rottura decisa delle resistenze attuali, scenario che gli analisti collocano non prima del 2031. I 50 dollari, toccati solo una volta nel 2021, richiederebbero un nuovo ciclo rialzista dell’intero mercato crypto. I 100 dollari, invece, restano fuori dall’orizzonte delle proiezioni fino al 2032.


