Ethereum continua a muoversi lateralmente intorno ai 1.875 dollari, senza riuscire a consolidare stabilmente sopra la soglia dei 1.900 dollari. Nei giorni scorsi il prezzo aveva provato ad avvicinarsi a 1.920 dollari, ma il tentativo di rialzo si è rapidamente esaurito, riportando ETH all’interno del range in cui si muove ormai da settimane.
Da un punto di vista tecnico, il supporto principale a 1.850 dollari ha retto più volte agli attacchi ribassisti, ma finora i compratori non sono riusciti a spingere il prezzo in modo deciso oltre i 1.900-1.920 dollari. Sul grafico giornaliero, Ethereum si trova al momento sotto sia la media mobile a 20 giorni, posizionata intorno a 1.881 dollari, sia quella a 50 giorni, a circa 1.893 dollari: due livelli che ora fungono da resistenza dopo aver fermato i rimbalzi più recenti.
L’RSI a 14 giorni si attesta invece su un valore di circa 49,7, segnalando una struttura di mercato sostanzialmente neutrale, senza un vantaggio netto per compratori o venditori. Anche l’indicatore Chaikin Money Flow, vicino allo zero, conferma un equilibrio tra le due forze, con una leggerissima inclinazione verso la distribuzione.
Gli ETF continuano ad attrarre capitali
Intanto, nonostante la fase di stallo sul prezzo, la domanda istituzionale non si è fermata. Tra il 3 e il 7 agosto, infatti, gli ETF spot su Ethereum quotati negli Stati Uniti hanno registrato afflussi netti per circa 245 milioni di dollari, arrivando così a cinque settimane consecutive di raccolta positiva. Il contributo principale è arrivato dall’ETHA di BlackRock, con circa 203 milioni di dollari, seguito dal FETH di Fidelity con 24,2 milioni. In controtendenza, l’ETHE di Grayscale ha invece registrato deflussi per circa 4,8 milioni nello stesso periodo.
Il range di lungo periodo e i target degli analisti
Ad ogni modo, secondo l’analista Daan Crypto Trades, il vero range di riferimento per Ethereum negli ultimi due anni va da 1.750 a 2.100 dollari: recuperare quota 1.750 rappresenterebbe un primo segnale di forza, mentre un superamento stabile di 2.100 confermerebbe un vero e proprio breakout rialzista.
Un altro analista, Ted Pillows, indica invece 1.850 dollari come livello decisivo nel breve termine: se non dovesse tenere, il prossimo obiettivo ribassista sarebbe l’area 1.700 dollari. Se invece il supporto reggesse, i target al rialzo indicati sono, in sequenza, 1.955, 2.050 e 2.190 dollari.


