La banca centrale del Brasile ha varato una nuova misura che vuole rallentare il flusso di criptovalute verso wallet personali e piattaforme estere, nel tentativo di arginare il crescente utilizzo degli asset digitali per riciclare proventi di frodi finanziarie. La norma, contenuta nella Risoluzione BCB n. 584 pubblicata il 7 agosto, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. Ma in che modo?
Come funziona la nuova regola
Il nuovo provvedimento impone alle società che operano con criptovalute di trattenere per un massimo di 24 ore i trasferimenti verso wallet in autocustodia o verso exchange internazionali, quando una singola transazione o la somma delle operazioni giornaliere di un cliente superi i 10.000 dollari. Si consideri, però, che la soglia non è un limite assoluto, perché anche importi inferiori possono essere bloccati temporaneamente qualora i sistemi di controllo del rischio dell’operatore individuino elementi sospetti.
La misura si applica sia a Bitcoin e altre criptovalute sia alle stablecoin ancorate a valute tradizionali, e riguarda in particolare i fondi che i clienti versano in reais o in cripto prima di tentare di spostarli verso destinazioni esterne al circuito regolamentato.
Durante le 24 ore gli operatori devono valutare il profilo di rischio del cliente, le caratteristiche della transazione, il destinatario e la giurisdizione coinvolta, potendo poi decidere se autorizzare o respingere il trasferimento. I clienti dovranno essere informati della natura temporanea del blocco, ma le aziende potranno anche svincolare l’operazione prima della scadenza qualora una verifica documentata lo consenta.
Il mercato è troppo grande per essere ignorato
La decisione si inserisce in un percorso di regolamentazione più ampio e strutturato che il Brasile ha intrapreso negli ultimi mesi, con l’introduzione a febbraio di un quadro normativo che ha posto i fornitori di servizi su asset virtuali sotto la vigilanza della banca centrale, seguito a maggio da ulteriori restrizioni sull’uso di cripto e stablecoin nei pagamenti transfrontalieri regolamentati.
Il peso di queste scelte normative appare tutt’altro che marginale. Secondo i dati di Chainalysis, infatti, il Brasile si colloca al quinto posto a livello mondiale per adozione delle criptovalute e ha ricevuto oltre 318 miliardi di dollari in transazioni cripto tra luglio 2024 e giugno 2025, quasi un terzo dell’intero volume dell’America Latina, con le stablecoin che hanno rappresentato più della metà degli acquisti in reais. Le aziende del settore hanno ora alcuni mesi di tempo per adeguare i propri sistemi antifrode prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.



