Attacco quantum a Bitcoin, sarà invisibile

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Articolo scritto e verificato da
Nicola Russo
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Giornalista
Laureato in Economia con una specializzazione in Financial Forensics and Fraud Investigation. Nel mio percorso professionale mi sono concentrato sull’analisi dei mercati finanziari digitali, sviluppando competenze...
Attacco quantum a Bitcoin invisibile secondo Quantus Network

Il primo attacco quantum contro le criptovalute potrebbe non lasciare alcuna traccia riconoscibile. Secondo il fondatore di Quantus Network, l’evento assomiglierebbe a un furto di chiavi ordinario, senza alcuna prova tecnica dell’origine quantistica.

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Un furto senza prove tecniche

Christopher Smith, CEO e co-fondatore di Quantus Network, ha dichiarato che il primo segnale di un computer quantistico capace di violare la crittografia moderna non sarà un evento eclatante. Sarà, più probabilmente, un’ondata di violazioni di wallet apparentemente scollegate tra loro, senza traccia del metodo usato dall’attaccante.

«Quando qualcuno ti rompe la chiave, non ricevi un promemoria che spiega come ci è riuscito.», ha spiegato Smith. Un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe derivare una chiave privata da una chiave pubblica esposta on-chain, permettendo di muovere fondi senza compromettere alcun wallet, dispositivo o sistema interno di un exchange.

Questo scenario rende l’arrivo del cosiddetto “Q-day”, il momento ipotetico in cui i computer quantistici diventeranno abbastanza potenti da rompere la crittografia a chiave pubblica standard, particolarmente difficile da individuare. In un furto contro un’organizzazione altamente sicura, «L’unica prova forense sarebbe che non c’è stata alcuna violazione», ha aggiunto Smith.

Non solo i Bitcoin di Satoshi

Buona parte del timore legato al Q-day riguarda cosa accadrebbe se un computer quantistico violasse le chiavi che proteggono i Bitcoin attribuiti a Satoshi Nakamoto, stimati in 63 miliardi di dollari al momento della pubblicazione. Un’eventuale vendita improvvisa scuoterebbe il mercato.

Smith ritiene però che i primi obiettivi reali potrebbero essere sistemi militari e segreti di stato, mentre chi attacca le crypto potrebbe puntare a chiavi ancora più preziose. «Se mi concentro sulla blockchain, qual è la chiave più preziosa in assoluto? Probabilmente è la chiave di conio di Tether.», ha affermato. Un attaccante quantistico potrebbe coniare token dal nulla tramite un wallet amministrativo e riversarli sul mercato prima che l’emittente possa reagire.

USDT è una stablecoin multi-chain, e alcune delle reti su cui è distribuita stanno già lavorando attivamente alla migrazione post-quantum. Una seconda ipotesi indica invece una mossa più discreta.

Sean Cheetham, ricercatore di sicurezza di Blockchain Capital, ha osservato che un attaccante colpirebbe più probabilmente i hot wallet degli exchange, «che non faranno suonare campanelli d’allarme piuttosto che rubare i Bitcoin di Satoshi». Smith ha aggiunto che un furto quantistico potrebbe essere camuffato da compromissione ordinaria, con spiegazioni plausibili come una semplice perdita di chiavi.

La minaccia quantistica non riguarda solo grandi wallet istituzionali: riguarda anche chi conserva Bitcoin in indirizzi con chiave pubblica già esposta on-chain da anni. Chi ha poco da perdere dorme sonni tranquilli, ma chi ha molto dovrebbe iniziare a informarsi sulle soluzioni post-quantum già disponibili.

Una data ancora incerta

A marzo, Google ha accelerato il proprio piano di migrazione post-quantum al 2029, dopo che una scoperta assistita dall’intelligenza artificiale ha mostrato che la crittografia a curva elittica può essere violata con molti meno qubit fisici di quanto stimato in precedenza.

Roy Blackstone, CEO di NGRAVE, ha spiegato che le previsioni quantistiche precedenti non avevano considerato lo sviluppo parallelo dell’intelligenza artificiale. Smith stima una probabilità del 50% che l’evento avvenga entro il 2028, mentre Cheetham considera l’inizio degli anni 2030 «quasi una certezza», definendo un arrivo anticipato «più una probabilità di trascinamento».

Michael Coates, Chief Information Security Officer della Solana Foundation, ha preferito non fornire una stima precisa, osservando che nel settore si parla sempre di una minaccia a “cinque anni di distanza” da oltre un decennio. Nonostante l’incertezza sui tempi, la migrazione verso firme post-quantum è già iniziata su diverse blockchain, secondo quanto riportato da Blackstone.

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Laureato in Economia con una specializzazione in Financial Forensics and Fraud Investigation. Nel mio percorso professionale mi sono concentrato sull’analisi dei mercati finanziari digitali, sviluppando competenze nella ricerca, nell’analisi e nell’interpretazione dell’ecosistema delle criptovalute.Mi occupo di crypto research e analisi finanziaria applicata agli asset digitali, con particolare attenzione ai trend di mercato, alla tokenomics, ai protocolli blockchain e alle dinamiche che guidano l’innovazione nel settore. Sono appassionato di DeFi, Web3 e delle tecnologie decentralizzate, ambiti che seguo costantemente attraverso attività di ricerca, studio e approfondimento.