Bending Spoons ha annunciato l’acquisizione di Airtable per 1,28 miliardi di dollari in contanti, primo affare della società milanese da quando è quotata in borsa a luglio. Il target: una startup che valeva 11 miliardi nel 2021.
L’operazione e i numeri principali
La notizia è arrivata martedì 4 agosto. Bending Spoons, la società tecnologica italiana quotata a luglio con una valutazione di 18 miliardi di dollari, ha annunciato di aver raggiunto un accordo per acquistare Airtable, startup di spreadsheet e database, per 1,28 miliardi di dollari in contanti.
Con la liquidità netta attualmente disponibile, Airtable è valutata dalla società acquirente circa 2,25 miliardi di dollari. Una cifra che racconta molto più di un semplice prezzo: solo pochi anni fa, nel 2021, la startup era valutata oltre 11 miliardi di dollari.
Airtable ha raccolto finora più di 1,4 miliardi di dollari in diversi round di finanziamento. Nella prima parte dell’anno, secondo quanto riportato, le sue azioni circolavano sul mercato secondario a una valutazione di 4 miliardi di dollari, già in calo rispetto al picco raggiunto durante il boom tecnologico del 2021.
Cosa fa Airtable e perché interessa a Bending Spoons
Airtable, fondata nel 2013, offre una piattaforma che combina fogli di calcolo e database per aiutare i team a organizzare dati e flussi di lavoro. Secondo il CEO Howie Liu, a gennaio la società serviva oltre 500.000 organizzazioni, incluso l’80% delle aziende Fortune 100.
A gennaio, Airtable ha lanciato una nuova linea di prodotti chiamata Superagent, una piattaforma di orchestrazione che consente agli utenti di mettere in campo un team di agenti AI per eseguire attività complesse. Un segno che la startup stava già muovendosi verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei suoi processi.
Luca Ferrari, fondatore di Bending Spoons, ha dichiarato: «Airtable è un marchio pionieristico che sta rimodellando il modo in cui i team organizzano i dati e gestiscono i flussi di lavoro critici. Il valore che offre si riflette in un ricavo annuo ricorrente in crescita di oltre il 20% anno su anno, fino a circa 480 milioni di dollari a giugno 2026, e l’unione delle forze con Bending Spoons accelererà ulteriormente l’innovazione».
Il metodo Bending Spoons
Bending Spoons ha un modello di acquisizione ormai riconoscibile. La società, nata a Milano, tende a comprare aziende che scambiano a sconto rispetto alle valutazioni private raggiunte in periodi di boom, ridimensiona l’organico, semplifica i prodotti e punta a renderli redditizi.
A nostro avviso, questa operazione ha un peso simbolico che va oltre le cifre. Una società italiana che cresce per acquisizioni e arriva a comprare una startup americana di questo calibro, in contanti, poche settimane dopo essere andata in borsa, è un segnale concreto di maturità per l’intero ecosistema tech europeo. Il proverbio calza bene: chi ben comincia è a metà dell’opera, e Bending Spoons ha appena dimostrato che la sua opera è appena cominciata.
Finora, il portfolio di acquisizioni include nomi noti come Evernote, WeTransfer, Eventbrite e Vimeo. Ognuno di questi è stato integrato secondo la stessa logica: tagliare, ottimizzare, monetizzare. Un metodo che ha sempre diviso l’opinione pubblica, perché efficace dal punto di vista finanziario ma spesso impopolare tra i dipendenti e gli utenti affezionati.



