Lo Stato di New York ha citato in giudizio Kalshi, piattaforma di prediction market, accusandola di offrire scommesse non autorizzate su sport, elezioni e altri eventi, con richieste economiche che potrebbero superare 36 miliardi di dollari.
La causa di New York contro Kalshi
La procuratrice generale di New York, Letitia James, ha avviato un’azione legale contro Kalshi, chiedendo di fermare le attività della piattaforma nello Stato e di applicare sanzioni finanziarie. Secondo l’accusa, i contratti offerti dalla società configurano gioco d’azzardo ai sensi della normativa statale.
Il ricorso afferma che gli utenti rischiano denaro su risultati incerti e non controllabili direttamente, come esiti sportivi, elettorali e altri eventi. New York sostiene pertanto che la definizione commerciale di “prediction market” non cambi la natura dell’attività contestata. La sostanza conta più dell’etichetta.
James ha dichiarato: «Le leggi sul gioco d’azzardo di New York proteggono i minori dalle scommesse illegali e aiutano a contrastare la dipendenza dal gioco». La procuratrice generale ha poi aggiunto che «i prediction market come Kalshi sono piattaforme di gioco d’azzardo, punto e basta».
Età minima e contratti sugli eventi
Secondo l’azione legale, Kalshi ha avviato il proprio servizio nel 2021 e ha inserito contratti collegati allo sport nel 2025, promuovendoli come opzioni di trading legali in tutto il Paese. La contestazione riguarda anche l’accesso consentito a utenti di almeno 18 anni.
Nello Stato di New York, l’età minima per le scommesse sportive mobili è invece di 21 anni. Per le autorità, questa differenza rafforza l’ipotesi di un’attività non autorizzata e potenzialmente accessibile a utenti troppo giovani. Un confine normativo tutt’altro che marginale.
La causa richiama anche un precedente ordine di cessazione emesso nell’ottobre 2025, con cui i regolatori statali avevano chiesto a Kalshi di interrompere le operazioni prive di autorizzazione. L’azione giudiziaria interviene dopo quel provvedimento amministrativo.
Le richieste economiche e la posizione di Kalshi
New York chiede miliardi di dollari di sanzioni e ritiene che l’importo totale possa superare 36 miliardi di dollari, prima della conclusione dei conteggi. Il ricorso chiede inoltre rimborsi ai clienti, sanzioni civili pari a tre volte i guadagni che sarebbero stati ottenuti attraverso l’attività contestata e ulteriori 100.000 dollari per ogni presunta offerta di scommesse sportive non autorizzate.
Kalshi respinge la qualificazione della propria attività come gioco d’azzardo. La società sostiene che i suoi contratti su eventi rientrino nella regolamentazione federale dei derivati affidata alla Commodity Futures Trading Commission, non nelle norme statali sulle scommesse.
Un contratto basato sull’esito di un evento può essere letto come strumento finanziario o come scommessa, a seconda del quadro applicato. Nel sistema europeo, il regolamento MiCA disciplina le cripto-attività, non sostituisce però le regole nazionali sul gioco. Come recita il proverbio, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e in questo caso quel mare è la regolamentazione.
Il nodo tra mercato e gioco
Il procedimento non ha ancora definito l’esito della controversia. Il centro del confronto resta la competenza: New York invoca le proprie norme sul gioco d’azzardo, mentre Kalshi richiama il perimetro federale della CFTC.
Le due letture sono opposte. La decisione giudiziaria dovrà stabilire quale disciplina prevalga per le attività contestate nello Stato.



