Uniswap si apre al lending: nasce Earn con i vault di Morpho

Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato da
Roberto Rais
Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
Giornalista
Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.
Uniswap si apre al lending

Uniswap, storicamente identificato come uno dei principali punti di riferimento per lo scambio decentralizzato di token, amplia il proprio raggio d’azione con il lancio di una nuova funzionalità pensata per la generazione di rendimenti. Il prodotto, chiamato Earn, permette agli utenti di depositare asset direttamente dall’interfaccia della piattaforma, senza dover ricorrere a servizi esterni per accedere a strategie di lending.

Aggiungi CryptoNews.it come fonte preferita su Google

A differenza dei tradizionali pool di market making automatico su cui si basa il modello originario di Uniswap, Earn indirizza i depositi verso vault di prestito. L’infrastruttura che gestisce questi vault non è stata sviluppata internamente, ma si appoggia a Morpho, un protocollo di lending già affermato nel panorama della finanza decentralizzata, che si occupa della logica con cui i fondi depositati vengono prestati e messi a rendita.

Come funziona Earn

Al momento del lancio, la funzionalità supporta tre asset: le due principali stablecoin ancorate al dollaro e Ether. Si tratta di una scelta che sembra puntare deliberatamente su strumenti già ampiamente detenuti dagli utenti onchain, con l’obiettivo di abbassare la soglia di ingresso per chi si avvicina per la prima volta a un prodotto di lending.

A nostro giudizio, il passo si inserisce in un percorso di espansione più ampio che il protocollo sta portando avanti negli ultimi mesi, tra cui l’introduzione di strumenti collegati ad azioni ed ETF tokenizzati e un dibattito di governance ancora in corso sulle commissioni di protocollo per le pool più recenti.

Da un punto di vista pratico, vale la pena sottolineare alcune differenze rilevanti tra gli asset offerti: i vault in stablecoin generano un rendimento denominato in un’unità di valore stabile, mentre un vault in Ether resta esposto anche alla naturale oscillazione di prezzo dell’asset sottostante, indipendentemente dal rendimento maturato. Come per la maggior parte dei prodotti di lending onchain, i tassi tendono inoltre a essere variabili piuttosto che fissi.

Prima di utilizzare questo tipo di strumenti, è opportuno tenere in considerazione anche il rischio legato agli smart contract e il livello di trasparenza della strategia sottostante ai vault: si tratta di elementi che, più in generale, tornano spesso al centro del dibattito quando si parla di ingresso di capitali istituzionali nella finanza decentralizzata.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale.
Tag:
Condividi
Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
Giornalista
Seguimi
Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.