BitMine Immersion Technologies detiene ora 5,79 milioni di Ether, pari al 4,8% della supply circolante. Il tesoro complessivo dell’azienda ha raggiunto 11,8 miliardi di dollari, avvicinandosi all’obiettivo dichiarato del 5%.
L’azienda a un passo dal traguardo del 5%
BitMine ha comunicato il 27 luglio di detenere 5.787.414 Ether, dato aggiornato al 26 luglio. La società si è posta pubblicamente l’obiettivo di possedere il 5% di tutto l’Ether esistente e dichiara di aver raggiunto il 96% di quel traguardo. Mancherebbero circa 247.586 token per completarlo, supponendo che la supply totale resti invariata.
Un tesoro da 11,8 miliardi di dollari
Il patrimonio complessivo tra criptovalute, liquidità e investimenti strategici tocca 11,8 miliardi di dollari, con l’Ether che ne rappresenta la quota principale. BitMine possiede inoltre 208 Bitcoin, circa 268 milioni in liquidità e titoli, oltre a partecipazioni per 180 milioni in Beast Industries e 61 milioni in Eightco Holdings. La società ha messo in staking 4.917.189 ETH tramite la propria rete MAVAN, lanciata a marzo per lo staking istituzionale, con ricompense annualizzate previste per circa 299 milioni di dollari.
Chi segue i mercati sa che accumulare non basta, bisogna anche saperlo raccontare bene agli azionisti. Il presidente Tom Lee ha collegato l’accelerazione dei buyback al rapporto tra prezzo di Ether e Bitcoin, salito a 0,3000, massimo degli ultimi tre mesi: «In fact, this ratio is now at a 3-month high at 0.3000, which we believe bodes well for future strengthening of ETH prices». La società ha riacquistato 6,1 milioni di azioni nell’ultima settimana, per un totale di 11,6 milioni dal 1° luglio.
Il contesto di mercato resta fragile
Ether trattava a 1.880,48 dollari, in calo del 4,45% nelle ultime 24 ore, circa il 62% sotto il massimo storico di agosto 2025. A questo prezzo, la posizione di BitMine varrebbe circa 10,9 miliardi di dollari. A nostro avviso, la strategia di BitMine ricorda da vicino l’approccio adottato da Strategy sul Bitcoin: chi semina tesoreria in criptovalute raccoglie però anche volatilità, un rischio che il mercato retail italiano conosce bene dopo le oscillazioni degli ultimi cicli.



