Ethereum scivola sotto i 1.900 dollari: il risk-off asiatico contagia le cripto

Roberto Rais autore cryptonews.it
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Roberto Rais
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Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.
bitcoin 1900 dollari calo

Oggi Ethereum ha ceduto terreno in modo netto, scendendo a 1.880,38 dollari, con un calo del 4,19% nelle ultime 24 ore e del 3% nell’ultima settimana. Una flessione più marcata rispetto a quella di Bitcoin, che nello stesso periodo ha perso il 2,69%, e che conferma il comportamento tipico di ETH come asset a beta più elevato nelle fasi di avversione al rischio.

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La capitalizzazione di mercato di Ethereum si attesta oggi intorno ai 226,93 miliardi di dollari, con un volume di scambi nelle 24 ore pari a 12,89 miliardi. A pesare sul sentiment generale sono state le oltre 670 milioni di dollari di posizioni a leva liquidate sull’intero mercato cripto nello stesso arco temporale, un dato che ha amplificato la pressione ribassista sui prezzi.

Un calo di origine macroeconomica

La causa principale della discesa non va cercata in fattori specifici legati a Ethereum, ma in una più ampia ondata di vendite partita dai mercati azionari asiatici. L’indice sudcoreano KOSPI è crollato fino all’11% nel corso della notte, trascinato dai ribassi di Samsung e SK Hynix, due colossi che insieme rappresentano oltre la metà della capitalizzazione dell’indice. Le preoccupazioni riguardano soprattutto i progressi della Cina nella produzione di semiconduttori, un tema che ha colpito duramente anche i titoli tecnologici legati alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Questo stress si è poi riversato sui mercati cripto, che nel corso del 2026 si sono spesso comportati come un’estensione ad alta volatilità dei titoli tech.

Dal punto di vista tecnico, Ethereum si muove ora sotto la soglia psicologica dei 1.900 dollari. Il primo livello di supporto è individuato a 1.850 dollari, seguito da un secondo supporto più solido a 1.800 dollari. Sul lato opposto, una eventuale ripresa troverebbe resistenza prima a 1.950 dollari e poi a quota 2.000 dollari.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

L’attenzione dei mercati è ora rivolta alla riunione della Federal Reserve di mercoledì, seguita a stretto giro dai dati su PIL e inflazione core PCE di giovedì: due appuntamenti che rappresentano il principale catalizzatore per gli asset a rischio in questa fase. Un mantenimento dei tassi accompagnato da toni accomodanti potrebbe favorire una stabilizzazione di Ethereum e del mercato cripto in generale, mentre una sorpresa restrittiva rischierebbe di prolungare la pressione ribassista osservata oggi. Resta comunque intatta, dal punto di vista strutturale, la tendenza delle ultime settimane che ha visto Ethereum sovraperformare Bitcoin grazie ai flussi legati agli ETF, anche se la seduta odierna rappresenta una temporanea interruzione di questo schema sui grafici di prezzo.

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