Un noto investitore di lunga data su Bitcoin, Crypto Bitlord, ha riacceso il dibattito nella community di XRP ricordando come nel 2017 l’asset fosse passato da 0,50 a oltre 3 dollari sull’onda del puro entusiasmo speculativo, senza alcun sostegno istituzionale. Il suo messaggio, diventato virale sui social, è che i mercati non dovrebbero mai sottovalutare il potenziale di una nuova impennata di XRP.
Cosa sta spingendo XRP in questa fase?
A differenza del rally del 2017, il contesto attuale appare profondamente diverso. XRP è salito del 12% dopo il recente summit crypto alla Casa Bianca, superando la resistenza a 1,081 dollari su cui si era compresso per settimane, per poi toccare 1,42 dollari e assestarsi successivamente intorno a 1,30 dollari.
Il 19 agosto il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, ha partecipato al summit insieme al presidente della SEC Paul Atkins, al presidente della CFTC Michael Selig e a dirigenti di Coinbase e Chainlink. In quell’occasione il presidente Trump ha chiesto al Congresso di approvare una versione equilibrata del CLARITY Act, mentre la CFTC ha lanciato un comitato consultivo sull’innovazione da 35 membri di cui fa parte anche Ripple, segnalando l’ingresso della società nel processo regolatorio a più livelli.
Il tema si inserisce in un più ampio percorso normativo statunitense, simile a quello raccontato negli approfondimenti sulla proposta della SEC per ridisegnare le offerte di asset digitali, che conferma come il quadro regolatorio USA stia diventando sempre più strutturato per le criptovalute.
La community si divide
Il post di Bitlord ha scatenato reazioni contrastanti. Diversi utenti gli hanno fatto notare come solo pochi giorni prima avesse espresso sentimenti negativi verso XRP, dopo che l’asset era sceso sotto 1 dollaro nonostante l’annuncio di una partnership bancaria in Corea. Non sono mancati però anche pareri più ottimisti, con alcuni che si sono spinti a ipotizzare un obiettivo di 10 dollari o addirittura un nuovo massimo storico.
In ogni caso, rispetto al 2017, oggi XRP può contare su fondamentali concreti, come un posto nel comitato consultivo della CFTC, una SEC che sta scrivendo quadri di esenzione dedicati agli asset digitali e una spinta politica diretta dalla Casa Bianca. Un contesto che rende l’avvertimento sulla pump ancora più significativo, in un momento in cui i mercati crypto restano estremamente sensibili a ogni sviluppo politico e regolatorio legato alle criptovalute.


