Coinbase guarda ai pagamenti in stablecoin come prossimo motore di crescita, oltre il trading di criptovalute. L’amministratore delegato Brian Armstrong ritiene che il mercato, stimato in 300 miliardi di dollari, possa crescere di dieci volte entro il 2030.
Coinbase allarga il raggio d’azione
Coinbase vuole aumentare la quota di attività di pagamento regolata attraverso stablecoin. La strategia punta a banche, fintech e imprese, con l’obiettivo di trasferire più flussi finanziari verso asset digitali ancorati a valute fiat, soprattutto al dollaro.
Il gruppo cerca quindi di ridurre la dipendenza dai ricavi legati alla negoziazione di criptovalute. Il trading resta una parte centrale dell’offerta, ma è esposto alle fasi del mercato: volumi e commissioni tendono a cambiare insieme al prezzo degli asset digitali e al livello di interesse degli investitori.
I pagamenti rappresentano un terreno differente. Una stablecoin può essere utilizzata per spostare valore, non soltanto per prendere esposizione al mercato crypto. Secondo Coinbase, questa caratteristica rende il segmento un potenziale canale di crescita più legato all’uso dei servizi che alla volatilità di Bitcoin o di altre criptovalute.
Perché le stablecoin interessano banche e aziende
Le stablecoin sono token progettati per mantenere un valore collegato a una valuta tradizionale, come il dollaro statunitense. In teoria, possono consentire alle imprese di trasferire denaro oltre confine con tempi più rapidi e costi inferiori rispetto ai circuiti di pagamento tradizionali.
Coinbase lavora all’integrazione con banche, fintech e aziende proprio per inserire questi token nei normali processi di pagamento. La sfida non consiste soltanto nell’emissione o nell’acquisto di stablecoin. Richiede strumenti di conversione, sistemi di regolamento, procedure di conformità e interoperabilità con le infrastrutture già utilizzate dalle imprese.
Armstrong ha indicato una traiettoria ambiziosa. Un mercato da 300 miliardi di dollari che dovesse moltiplicarsi per dieci entro il 2030 raggiungerebbe, per sua stima, una dimensione molto più ampia. La previsione resta una valutazione del CEO, non un dato consolidato né una garanzia di sviluppo.
Il confronto con Visa
L’orientamento di Coinbase arriva mentre anche i grandi circuiti dei pagamenti studiano applicazioni delle stablecoin. Visa ha annunciato un modello di credito on-chain che combina i dati VisaNet con l’infrastruttura blockchain per sostenere programmi di carte collegate a stablecoin.
Il parallelismo chiarisce la direzione del settore. Da una parte, gli exchange cercano di trasformarsi in infrastrutture di pagamento. Dall’altra, i circuiti tradizionali esplorano l’uso di token e smart contract nei propri servizi. La partita si sposta dalla sola compravendita al regolamento.
Per l’Europa e l’Italia, lo sviluppo resta legato alle regole previste dal quadro MiCA e alle modalità con cui banche e imprese adotteranno i nuovi strumenti. La tecnologia può ridurre attriti nei trasferimenti, ma non elimina obblighi di trasparenza, tutela degli utenti e controllo dei rischi.

