Bitcoin ai minimi di volatilità e i rendimenti obbligazionari corrono: è la quiete prima della tempesta?

Roberto Rais autore cryptonews.it
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Roberto Rais
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Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.
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Bitcoin sta vivendo una fase piuttosto insolita. Mentre la criptovaluta più famosa al mondo resta bloccata in un range di prezzo ristretto, la volatilità implicita (cioè l’ampiezza di movimento che gli operatori si aspettano nel prossimo futuro) è scesa al livello più basso dell’anno.

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Diciamolo subito. Il dato di per sé non sarebbe sorprendente, se non fosse per il contesto in cui si inserisce. Proprio negli stessi giorni, infatti, i rendimenti dei titoli di Stato americani a 10 anni hanno toccato i massimi dell’anno.

La combinazione di cui sopra ha attirato l’attenzione di diversi analisti, tra cui figure di spicco del settore degli asset digitali, che vedono in questo disallineamento tra i due mercati un segnale potenzialmente importante. Storicamente, quando la volatilità attesa su Bitcoin scende così in basso, tende a seguire un movimento di prezzo brusco, anche se la direzione (al rialzo o al ribasso) resta imprevedibile a priori.

Guardando all’andamento recente, poi, è lecito affermare che Bitcoin abbia attraversato una fase turbolenta: dopo essere sceso fino alla fascia tra 58.000 e 60.000 dollari verso fine giugno, il prezzo è rimbalzato con decisione, arrivando a sfiorare i 67.000 dollari il 21 luglio. Da allora, però, lo slancio rialzista si è affievolito, e la criptovaluta oscilla ormai da diversi giorni in una fascia più contenuta, tra i 63.000 e i 66.000 dollari, con ogni tentativo di superare quota 66.000 respinto da nuove vendite. Al momento, la quotazione si attesta intorno ai 64.800 dollari.

Cosa aspettarsi ora da Bitcoin

L’idea diffusa tra alcuni osservatori è che periodi prolungati di bassa volatilità su Bitcoin tendano a risolversi con movimenti al rialzo, mentre un’elevata volatilità sul mercato obbligazionario ha storicamente anticipato fasi di debolezza per gli asset più rischiosi.

Non mancano però le voci più caute, che invitano a non dare per scontato alcun esito: nella finanza macro, sottolineano alcuni, ogni volta che uno scenario viene descritto come “l’unico possibile”, il mercato trova spesso il modo di sorprendere tutti.

Insomma, in un contesto in cui i segnali provenienti dal mondo crypto e da quello tradizionale sembrano muoversi in direzioni opposte, la domanda che si pongono in molti non è tanto se arriverà un movimento importante, quanto quando… e in quale direzione.

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