Criptomoneta facile da minare: guida completa per iniziare!

Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato da
Roberto Rais
Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
Giornalista
Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.
criptomoneta facile da minare

Trovare una criptomoneta facile da minare è la domanda che si pone chiunque voglia avvicinarsi al mondo del mining senza investire migliaia di euro in hardware specializzato. Bitcoin, ormai, si mina solo con ASIC industriali e capannoni dedicati. E così, chi cerca una criptovaluta semplice da estrarre con il proprio PC deve guardare altrove.

Aggiungi CryptoNews.it come fonte preferita su Google

Proprio per questo motivo in questa guida vediamo quali sono le monete più accessibili nel 2026, come funzionano, quanto conviene davvero minarle e quali errori evitare.

Cosa rende una criptovaluta facile da minare

Prima di elencare le monete migliori da minare, va chiarito un concetto tecnico: ogni blockchain proof-of-work sceglie un algoritmo di mining, e questo algoritmo determina quale hardware serve per estrarla. Bitcoin, Litecoin, Dogecoin e Dash usano algoritmi (SHA-256 e Scrypt) ormai dominati da ASIC, macchine costruite apposta che rendono inutile qualsiasi mining con CPU o GPU casalinga. Altre reti sono invece progettate per essere “ASIC-resistant”, cioè pensate perché l’hardware specializzato non abbia un vantaggio schiacciante su processori e schede video comuni.

È in questo secondo gruppo che si trova la vera criptomoneta facile da minare per un principiante.

Monero: la criptovaluta più semplice da minare con la CPU

Monero (XMR) resta il punto di riferimento per chi cerca una moneta facile da minare senza schede video dedicate. Usa l’algoritmo RandomX, costruito apposta per funzionare bene su processori generici e male su ASIC, così da mantenere il mining distribuito tra tanti piccoli partecipanti invece che concentrato in poche mani industriali.

Con un processore moderno multi-core si ottengono hashrate discreti senza alcun hardware aggiuntivo, ed è per questo che Monero viene citato in quasi ogni classifica delle criptovalute più facili da minare nel 2026.

Kaspa: la criptovaluta emergente più veloce da minare

Tra le monete emergenti facili da minare, Kaspa (KAS) è la vera sorpresa degli ultimi anni. Usa l’algoritmo kHeavyHash e ha un tempo di blocco di appena un secondo, contro i dieci minuti di Bitcoin: questo significa ricompense molto più frequenti anche per chi parte con poca potenza di calcolo, un aspetto che aiuta parecchio dal punto di vista psicologico chi comincia a minare (vedere risultati concreti in poche ore motiva molto più che aspettare settimane per il primo blocco).

Kaspa può essere minato sia con GPU sia, sempre più spesso, con ASIC dedicati: la finestra di convenienza per il mining amatoriale si sta però progressivamente restringendo.

Ravencoin ed Ethereum Classic: le criptovalute da minare con la GPU

Ravencoin (RVN) ed Ethereum Classic (ETC) sono le scelte classiche per chi ha una scheda video da gaming e vuole farla lavorare anche di notte. Ravencoin, in particolare, è nato con l’obiettivo dichiarato di restare una moneta accessibile da minare con hardware consumer, mentre Ethereum Classic ha ereditato buona parte della community di miner GPU che un tempo lavorava su Ethereum, prima del passaggio di quest’ultimo al proof-of-stake.

Vertcoin: la criptomoneta pensata per restare minabile

Vertcoin (VTC) è forse l’esempio più esplicito di moneta anti-ASIC del gruppo: il suo algoritmo Verthash viene aggiornato periodicamente proprio per disincentivare lo sviluppo di hardware dedicato, mantenendo il mining alla portata di chiunque abbia una scheda video di fascia media. Se si cerca una criptovaluta a bassa difficoltà di mining pensata specificamente per i piccoli miner, Vertcoin è probabilmente la risposta più coerente sul mercato.

Dogecoin e il merge mining: un caso particolare

Dogecoin (DOGE) merita una menzione a parte non tanto per la semplicità tecnica di estrazione usa Scrypt, lo stesso algoritmo di Litecoin, ed è quindi dominato da ASIC quanto per il merge mining con Litecoin, che permette a chi già estrae LTC di ottenere DOGE “in regalo” nello stesso processo, senza costo computazionale aggiuntivo. Non è un’opzione per principianti senza capitale iniziale, ma è un buon esempio di come l’efficienza tecnica possa abbassare la soglia d’ingresso al mining di una criptovaluta.

La nostra opinione: moneta facile da minare non vuol dire mining redditizio!

Qui va fatta una distinzione che molte guide sulle criptovalute facili da minare tendono a tralasciare: la facilità tecnica di accesso e la redditività economica sono due cose diverse, e spesso vanno in direzioni opposte. Monero è facile da minare nel senso che chiunque abbia un computer può partire subito, senza comprare nulla. Ma proprio per questo centinaia di migliaia di altri utenti fanno lo stesso, e la difficoltà di rete si è alzata di conseguenza: il singolo PC, da solo, otterrà probabilmente ricompense minime, spesso insufficienti a coprire il costo della bolletta elettrica.

Il collo di bottiglia nel 2026 non è l’hardware, è il costo dell’elettricità. Con tariffe residenziali italiane che in molte fasce orarie superano gli 0,25-0,30 €/kWh, il mining amatoriale con GPU è quasi sempre in perdita se calcolato onestamente, includendo l’usura dell’hardware e il tempo dedicato alla configurazione. Chi vive in zone con energia scontata (pannelli solari propri, tariffe industriali, paesi con elettricità sussidiata) parte con un vantaggio strutturale che nessuna scelta di criptovaluta può colmare.

Questo per dire: se l’obiettivo è “guadagnare qualcosa”, il mining amatoriale in Italia nel 2026 va affrontato con aspettative realistiche, quasi come un hobby tecnico piuttosto che come una fonte di reddito. Se invece l’obiettivo è capire come funziona una blockchain proof-of-work dall’interno, sperimentare con un mining pool, o far lavorare hardware che altrimenti resterebbe inutilizzato, allora ha perfettamente senso provare a minare una criptomoneta facile.

Come iniziare a minare: facciamo un esempio pratico con Monero

Per chi vuole partire davvero con la criptovaluta più semplice da minare, il percorso tipico è questo:

  1. Scaricare un wallet ufficiale (o usare un exchange che supporti XMR) per avere un indirizzo dove ricevere le ricompense di mining.
  2. Iscriversi a un mining pool: minare da soli (“solo mining”) con un singolo PC rende statisticamente quasi impossibile trovare un blocco, mentre un pool aggrega la potenza di migliaia di partecipanti e distribuisce le ricompense in proporzione al contributo di ciascuno.
  3. Installare un software di mining compatibile con l’algoritmo RandomX (i più diffusi sono open source e gratuiti).
  4. Configurare il software con l’indirizzo del pool e il proprio wallet, poi lasciarlo girare monitorando temperature e consumi elettrici.

Lo stesso schema, con pool e software diversi, si applica anche a Kaspa, Ravencoin e Vertcoin: cambia l’algoritmo di mining, ma la logica operativa per estrarre la criptovaluta resta identica.

Cloud mining: una scorciatoia da guardare con sospetto…

Molte piattaforme propongono il “cloud mining” come alternativa facile per minare criptovalute, cioè affittare potenza di calcolo remota senza comprare hardware fisico. In teoria semplifica tutto; in pratica il settore è pieno di schemi poco trasparenti o apertamente truffaldini, dove i rendimenti promessi non corrispondono a un reale mining sottostante. Chi si avvicina per la prima volta a questo mondo farebbe bene a diffidare di promesse di guadagno garantito e a verificare sempre se la piattaforma dichiara pubblicamente hashrate, contratti e sede legale.

Arriviamo al dunque: conviene ancora minare una criptomoneta nel 2026?

Il mining con CPU o GPU resta un modo autentico, forse il più “artigianale” rimasto di partecipare a una blockchain proof-of-work senza passare per un exchange. Monero, Kaspa, Ravencoin e Vertcoin restano le criptovalute più facili da minare per chi vuole provare senza investimenti importanti, ma è bene essere onesti sui numeri: nella maggior parte dei casi, in Italia, con le tariffe elettriche attuali, il guadagno netto sarà modesto o nullo.

Chi cerca un’esposizione economica alle criptovalute più che un’esperienza tecnica di mining probabilmente troverà più semplice ed efficiente comprare le monete direttamente su un exchange regolamentato, magari sfruttando lo staking per generare un rendimento passivo, come spiegato nella guida allo staking di CryptoNews.it. Per chi invece decide di procedere comunque con l’acquisto diretto, la guida su come comprare Bitcoin in Italia e il confronto tra i migliori exchange crypto italiani sono un buon punto di partenza per orientarsi tra le piattaforme disponibili nel 2026.

Infine, prima di comprare hardware o iscriversi a un pool per minare una criptomoneta facile, conviene sempre ripassare le basi: per capire davvero cosa succede “dietro le quinte” quando si estrae un blocco, la guida completa su cos’è la blockchain di CryptoNews.it resta la lettura consigliata per chi vuole partire con le idee chiare, e non solo con la scheda video accesa tutta la notte.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale. Per maggiori dettagli sulla nostra policy editoriale, leggi il disclaimer completo.
Condividi
Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
Giornalista
Seguimi
Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.