PayPal ha chiuso il secondo trimestre con numeri solidi e una mossa strategica destinata a ridefinire il suo approccio al mondo crypto. L’azienda ha infatti comunicato un volume totale dei pagamenti di 486,4 miliardi di dollari, in crescita del 10% su base annua, accompagnato da una revisione organizzativa che assegna alle criptovalute una divisione dedicata all’interno della struttura aziendale.
La nuova unità, denominata Payment Services & Crypto, va ad affiancare le divisioni Checkout Solutions & PayPal e Consumer Financial Services & Venmo. Nella presentazione dei risultati, PayPal ha indicato le stablecoin come una delle tre aree di espansione prioritarie, insieme al commercio agentico e alle soluzioni di identità e biometria, sotto l’etichetta di “innovazione con disciplina”.
I numeri del trimestre
Sul fronte finanziario, i ricavi hanno raggiunto 8,68 miliardi di dollari, con una crescita del 5%. L’utile per azione non-GAAP si è attestato a 1,38 dollari, superando le stime degli analisti ferme a circa 1,28 dollari. Il margine di transazione è salito dell’1% a 3,9 miliardi di dollari, mentre il flusso di cassa libero rettificato ha toccato 1,83 miliardi. Sulla base di questi risultati, PayPal ha alzato le previsioni annuali sia sul margine di transazione, portato a circa 15,6 miliardi di dollari, sia sull’utile per azione, con un minimo rivisto a 5,38 dollari.
Le perdite nette legate agli investimenti strategici e alle attività crypto detenute in portafoglio sono state pari a 81 milioni di dollari nel trimestre, in aumento rispetto ai 74 milioni del primo trimestre. Nel 2025, invece, l’impatto complessivo di questo portafoglio sull’utile GAAP era stato positivo, per circa 0,14 dollari per azione.
PYUSD in calo, ma in espansione geografica
La stablecoin di PayPal, PYUSD, ha visto la propria offerta scendere a circa 2,8 miliardi di dollari a metà luglio, contro oltre 4 miliardi registrati a marzo. Nonostante il calo, il token ha debuttato nativamente su Polygon il 9 luglio grazie all’emittente Paxos, ampliando la propria presenza a 70 mercati. Da dicembre, inoltre, YouTube utilizza PYUSD per pagare i creator statunitensi.
Il nuovo CEO Enrique Lores, subentrato il 1° marzo dopo l’uscita di Alex Chriss, ha fissato l’obiettivo di almeno 1,5 miliardi di dollari di risparmi lordi annualizzati entro due-tre anni, con circa 400 milioni già raggiunti entro fine anno. Il piano, che si estende fino al 2029, punta su tre leve: semplificazione della struttura, ottimizzazione operativa e adozione accelerata dell’intelligenza artificiale, quest’ultima destinata a contribuire per circa il 40% ai risparmi complessivi.



