Coldcard exploit 2026: cosa è successo davvero e cosa sapere

foto copertina autore cryptonews Umberto
Articolo scritto e verificato da
Umberto Gelmini
foto copertina autore cryptonews Umberto
Articolo scritto e verificato daUmberto Gelmini
Fondatore e giornalista
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del...
Coldcard exploit 2026

L’exploit Coldcard del 2026 riguarda una debolezza nella generazione della seed phrase su specifici firmware. Il problema non ha colpito Bitcoin né il suo network, ma può esporre i fondi collegati a seed creati con versioni vulnerabili.

Aggiungi CryptoNews.it come fonte preferita su Google

Che cosa è successo con Coldcard

Tra il 30 e il 31 luglio 2026 sono emersi trasferimenti sospetti da wallet Bitcoin riconducibili a seed create su dispositivi Coldcard. Le stime riportate nelle analisi disponibili sono cambiate con il passare delle ore: inizialmente si è parlato di circa 594 BTC, poi di circa 1.082 BTC, mentre altre ricostruzioni hanno indicato una cifra fino a circa 1.367 BTC.

Anche il controvalore stimato è variato. Il range indicato dalle fonti passa da circa 38 milioni di dollari a valori compresi tra 70 milioni, 88 milioni e 89 milioni di dollari. Non esiste quindi una cifra finale confermata, e i dati vanno considerati stime in evoluzione.

Il punto centrale non è un furto dal protocollo Bitcoin. Il problema riguarda invece la creazione di alcuni seed da parte del firmware Coldcard. Una differenza decisiva.

Dove sta il problema tecnico

Una seed phrase è la sequenza di parole che consente di ricostruire un wallet e le sue chiavi private. Chi possiede quella sequenza può controllare i Bitcoin associati al wallet. Per questo la seed deve nascere da una quantità di casualità molto elevata, chiamata anche entropia.

Secondo le informazioni tecniche disponibili, un errore introdotto nel marzo 2021 avrebbe deviato la generazione della seed dal generatore casuale hardware previsto a un generatore pseudo-casuale software, noto come PRNG. Il firmware avrebbe quindi utilizzato una fonte di casualità meno robusta rispetto a quella progettata dal produttore.

Coldcard exploit spiegato con focus sulla seed generation e sul rischio per i fondi Bitcoin.

Una seed non diventa automaticamente pubblica. Tuttavia, se la sua casualità è troppo debole, può diventare più prevedibile per un attaccante che conosca il difetto e i dati usati dal dispositivo. È come usare una serratura valida, ma costruire tutte le chiavi con un numero troppo limitato di combinazioni.

Coinkite ha spiegato nel suo advisory che i fondi possono essere a rischio quando la seed non contiene almeno 50 lanci di dado indipendenti, equi e privati come fonte aggiuntiva di entropia. L’azienda ha inoltre invitato gli utenti incerti sulla procedura adottata a effettuare una migrazione verso una seed nuova. L’avviso di sicurezza ufficiale di Coinkite indica le versioni da verificare e le misure raccomandate.

A nostro avviso, il caso Coldcard è utile anche per chi custodisce Bitcoin dall’Italia. Il regolamento europeo MiCA disciplina molti aspetti del mercato delle cripto-attività, ma non può sostituire le regole operative personali di chi sceglie l’autocustodia. Backup, aggiornamenti e qualità della seed restano responsabilità dell’utente. Come dice il proverbio, il buon custode fa buona guardia.

Quali modelli e versioni sono coinvolti

L’avviso pubblico iniziale di Coinkite riguarda gli utenti che hanno creato una seed su Coldcard Mk3 con firmware dalla versione 4.0.1, pubblicata nel marzo 2021, fino alla 5.0.3, ultima release compatibile con Mk3.

Le ricostruzioni tecniche successive hanno allargato il perimetro potenziale. Secondo le informazioni riportate, il percorso vulnerabile confermato comprende Mk2 e Mk3 con versioni dalla 4.0.0 alla 4.1.9, corrette nella 4.2.0. Altre analisi citano inoltre seed create su Mk4 e Mk5 prima della versione standard 5.6.0 o della Edge 6.6.0X, e sul modello Q prima della standard 1.5.0Q o della Edge 6.6.0QX.

Coinkite aveva inizialmente indicato Mk4, Q e Mk5 come non interessati dalle sue prime verifiche. Le informazioni tecniche disponibili in seguito hanno però richiamato aggiornamenti specifici per questi modelli. Perciò conta soprattutto una cosa: la versione firmware presente nel momento in cui la seed è stata generata, non solo il modello posseduto oggi.

Perché aggiornare il firmware non basta

Un aggiornamento corregge la procedura usata per creare seed future. Non può rendere più casuale una seed già generata con una fonte debole. È il passaggio che richiede maggiore attenzione.

Chi ha una seed potenzialmente esposta non deve limitarsi a installare il firmware aggiornato. Deve creare una nuova seed con il firmware corretto e poi trasferire i fondi sul nuovo wallet. Coinkite afferma che la funzione aggiornata consente a Mk2 e Mk3 di generare correttamente una seed sostitutiva.

La migrazione va eseguita con calma. Prima si verifica il nuovo setup, poi si effettua una piccola transazione di prova e solo dopo, se tutto è corretto, si procede con l’eventuale saldo residuo. Niente gesti impulsivi.

Cosa devono fare gli utenti colpiti

Gli utenti che hanno generato una seed con un firmware potenzialmente vulnerabile dovrebbero controllare, tramite i canali ufficiali Coinkite, quale versione era installata al momento della creazione del wallet. Se il dato non è disponibile, le indicazioni tecniche invitano a trattare la seed come potenzialmente a rischio e a pianificare una migrazione.

La misura pratica è creare un nuovo wallet con seed nuova su firmware corretto, controllare con cura indirizzo e backup, quindi trasferire i Bitcoin. Coinkite indica che una seed generata con almeno 50 lanci di dado privati, equi e indipendenti non è a rischio per questo singolo difetto; se il numero o la riservatezza dei lanci non sono certi, l’azienda consiglia comunque la migrazione.

Non inserire mai la seed in siti, moduli o strumenti che promettono di verificare la vulnerabilità. Una seed non deve essere condivisa con nessuno. Per gli aggiornamenti occorre usare soltanto la documentazione ufficiale Coldcard.

Cosa non deve spaventare i lettori

Bitcoin non è stato violato. Non risultano evidenze di una compromissione del network, del protocollo o della crittografia su cui si basa Bitcoin. L’incidente riguarda la generazione delle chiavi in determinate condizioni software.

Non tutte le Coldcard sono automaticamente compromesse. Non tutte le hardware wallet sono coinvolte. E non esiste una ragione fattuale per abbandonare in massa l’autocustodia o qualsiasi hardware wallet.

Il caso mostra invece che un wallet hardware non è invulnerabile solo perché resta offline. La sicurezza dipende dalla procedura completa: dispositivo, firmware, seed, backup e comportamenti dell’utente.

Le lezioni per chi usa hardware wallet

La self-custody richiede controllo, non panico. Firmware aggiornato, seed creata correttamente, backup conservati con sicurezza e verifiche periodiche riducono i rischi operativi.

Il caso Coldcard insegna a non considerare il dispositivo come una scatola magica. Un hardware wallet aiuta a proteggere le chiavi, ma la sicurezza inizia prima, nel momento in cui quelle chiavi vengono generate. La prudenza, in finanza come nella vita, costa meno di un rimedio tardivo.

Nota di aggiornamento editoriale, 3 agosto 2026: le stime sui fondi sottratti e il perimetro tecnico dell’incidente sono state aggiornate in modo non uniforme dalle fonti disponibili. Questo articolo distingue perciò tra advisory ufficiali, analisi tecniche e dati ancora in evoluzione.

FAQ – Domande frequenti

L’episodio riguarda una debolezza del firmware nella generazione della seed su determinate versioni. Non indica che ogni dispositivo Coldcard sia stato violato fisicamente.

No. Il problema non riguarda il protocollo Bitcoin né il suo network, ma seed potenzialmente deboli create su firmware vulnerabile.

Conta il modello e, soprattutto, il firmware installato quando hai creato la seed. Se non riesci a verificare quel dato, le indicazioni disponibili suggeriscono prudenza e migrazione.

No, se la seed è stata già generata con firmware vulnerabile. L’aggiornamento protegge le seed create successivamente, non ripara automaticamente quelle esistenti.

Crea e verifica un nuovo wallet su firmware corretto, conserva il nuovo backup e invia prima una piccola transazione di prova.

Le informazioni disponibili riguardano specifiche versioni firmware Coldcard. Non esistono elementi, in questo contesto, per estendere il problema a tutti gli hardware wallet.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale.
Condividi
foto copertina autore cryptonews Umberto
Articolo scritto e verificato daUmberto Gelmini
Fondatore e giornalista
Seguimi
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del settore delle criptovalute.Da anni segue in prima persona l'evoluzione dei mercati digitali, con una specializzazione in analisi on-chain, ecosistemi DeFi e tecnologia blockchain. La sua attività di ricerca lo ha portato a monitorare quotidianamente trend di mercato, sviluppi normativi e innovazioni nel panorama crypto globale, con l'obiettivo di tradurre informazioni complesse in contenuti chiari, verificati e utili per il pubblico Italiano.Appassionato di intelligenza artificiale applicata alla finanza decentralizzata e di sviluppo web, integra competenze tecniche e analitiche nella produzione dei contenuti pubblicati su CryptoNews.it.